Genitori denunciano il figlio pirata della strada, l’esperto: “Gesto di civiltà”

A Venezia un giovane diciottenne è stato denunciato dai genitori per aver investito e ucciso con la macchina un turista sloveno di 75 anni
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print
Federico Bianchi di Castelbianco

ROMA – “È un caso di civiltà estremamente raro e a tutta la famiglia va la riconoscenza per il loro gesto, perché sono riusciti a compierlo nonostante sia stato incredibilmente duro da affrontare. In questo modo hanno tracciato la strada per il recupero del proprio figlio“. Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell’età evolutiva, commenta così il tragico evento accaduto ad Eraclea (Venezia) dove un giovane diciottenne è stato denunciato dai genitori per aver investito e ucciso con la macchina un turista sloveno di 75 anni.

Aveva preso la patente da poco, probabilmente aveva bevuto ed era sotto stress da sonno- continua lo psicoterapeuta- forse tutto ciò gli ha impedito di vedere la vittima. Di certo, lo stato di agitazione con cui si è presentato a casa, e non tanto per le parole che ha pronunciato ma per come si è mostrato ai genitori, fa pensare che era consapevole di aver commesso una tragedia. Non ha coperto davvero la sua malefatta- aggiunge l’esperto- tanto che madre, padre e sorella hanno subito cercato di comprendere cosa sia realmente accaduto ripercorrendo a ritroso la strada fatta dal figlio. Il fatto che lo abbiano denunciato loro ai carabinieri è sicuramente un bene– sottolinea Castelbianco- e non solo per la società. È un atto di estrema responsabilità verso la famiglia dell’investito e per l’investitore”.

Il giovane diciottenne “ora dovrà affrontare un processo durante il quale, in effetti, verranno dimostrate la sua immaturità e la sua incapacità nel gestire una situazione da adulto. La denuncia dei genitori lo mette di fronte alle sue responsabilità, adesso affronterà e pagherà per questo errore– conclude- e attraverso la riflessione e il pentimento potrà imboccare una strada corretta“.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»