Anticorruzione, il Rettore della Sapienza: “Formazione fondamentale, noi in prima fila”

Nell'ateneo romano è attivo un master "organizzato con l’Anac che sta dando ottimi risultati"
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ROMA –  “La formazione in tema di anticorruzione è essenziale” per neolaureati e funzionari pubblici e allo stesso tempo è “cruciale che i giovani, almeno fin dalle scuole secondarie, conoscano i mali della corruzione e i possibili rimedi”. Così il rettore della Sapienza, Eugenio Gaudio, intervistato dalla Dire.

L’Ateneo di Roma, continua, è in prima fila con un master “organizzato con l’Anac che sta dando ottimi risultati”. L’arco dei temi trattati è “molto ampio”, spiega.

“I primi moduli sono stati dedicati ai profili di storia, di economia, di sociologia della corruzione. Si sono poi esaminati i principali problemi che riguardano la corruzione nella pubblica amministrazione“.

Inoltre, annuncia il rettore, “il prossimo autunno si svolgerà un modulo” sul tema della prevenzione della corruzione negli appalti. È proprio “uno dei moduli più importanti del master, poiché la corruzione si è diffusa enormemente nel settore dei contratti pubblici, non solo in Italia, e i poteri più rilevanti dell’Anac riguardano questa materia”, osserva.

Il professor Gaudio tiene a sottolineare l’importanza della formazione degli studenti, non solo dell’Università ma anche delle scuole superiori, “sui problemi della corruzione e della difesa della legalità”. Infatti “la nostra Facoltà di Giurisprudenza ha organizzato quest’anno un corso per gli studenti sulle nuove frontiere della legalità, tenuto dal Consigliere di Stato Francesco Paolo Tronca e sono state assegnate diverse tesi di laurea in argomento”.

Insomma, l’Università intende “potenziare anche i rapporti tra la Sapienza e i licei romani per le attività formative. È cruciale che i giovani, almeno fin dalle scuole secondarie, conoscano i mali della corruzione e i possibili rimedi“, evidenzia il rettore.

Il direttore della scuola Anticorruzione dell’Università di Salerno, Gianluca Esposito, intervistato ieri dalla Dire, ha proposto al ministro Valeria Fedeli di emanare un atto di indirizzo prevedendo premialità per gli atenei che promuovono iniziative sull’educazione alla legalità.

Il professo Eugenio Gaudio concorda: “Un atto di indirizzo del ministero dell’Istruzione potrebbe essere utile”, afferma. “Ma non dobbiamo dimenticare che il coordinamento della formazione in tema di anticorruzione non può essere svolto solo dal ministero e dagli atenei. Occorre una regia che includa l’Anac, la Sna e alcune Università che abbiano già acquisito esperienza in materia“, aggiunge.

Il rettore della Sapienza ricorda infine come “l’Italia sia stata uno dei primi Paesi in Europa, insieme con la Francia, a occuparsi di formazione dei funzionari pubblici dopo la seconda guerra mondiale. La Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione è nata nel 1957 e vi sono state numerose iniziative che hanno visto la partecipazione dell’Università”.

Oggi, prosegue, “la Scuola Superiore è divenuta Scuola Nazionale dell’Amministrazione (Sna), che dovrebbe essere più vicina al modello dell’Ecole Nationale d’Administration. È in programma un potenziamento delle sinergie con l’Università”. E la Sapienza, conclude, sarà “certamente presente”.

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