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Riapre la discarica di Albano, il sindaco: “Raggi lo farà pure con Colleferro e Guidonia”

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La riapertura dell'impianto dei Castelli è prevista per lunedì
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ROMA – Lunedì, salvo colpi di scena, riaprirà la discarica di Albano Laziale. Chiuso da 5 anni dopo l’incendio che ha distrutto il tmb, l’impianto di smaltimento dei Castelli spalancherà i cancelli ai camion che trasporteranno gli scarti del trattamento dei rifiuti indiffrenziati di Roma. L’invaso è già pronto da giorni ma per tornare a farlo funzionare era necessario che la Ecoambiente, società proprietaria della discarica dopo averla acquisita un anno fa dalla Pontina Ambiente (entrambe aziende della galassia Cerroni), ottenesse la voltura della garanzia all’epoca presentata dalla Pontina Ambiente. Dopo alcuni giorni di interlocuzioni il passaggio della garanzia è arivato ed è stato inviato alla Regione. Una volta che la polizza verrà controfirmata l’impianto entrerà in funzione, molto probabilmente lunedì. Anche perché lo stesso giorno scadrà l’ordinanza della Regione che consente alla Capitale di smaltire i suoi rifiuti nella discarica di Viterbo e nel capoluogo della Tuscia non vogliono più saperne di “monnezza”. Dunque, ogni giorno, in virtù delle ordinanze della Raggi (nella sua qualità di sindaca della Città Metropolitana) nel VII invaso di Roncigliano verranno sversate 1.100 tonnellate di rifiuti conferite da Ama, E. Giovi, Saf, Csa ed Ecosystem. Queste ultime due aziende trattano da tempo l’immondizia di Roma attraverso impianti Tm (trattamento meccanico) che, non stabilizzando la frazione organica, producono uno scarto tutt’altro che inerte. Un rischio ambientale per la discarica e forse anche per la sindaca metropolitana che, attraverso i suoi due atti straordinari del 14 e 16 luglio, ha deciso di andare in deroga alla normativa ordinaria.

“Provo grande delusione nei confronti di una vicenda che mostra ancora una volta come il grande schiaccia il piccolo senza alcun rispetto per le comunità sulle quali si abbatte questa decisione- ha commentato all’Agenzia Dire il sindaco di Albano, Massimiliano Borelli– C’è l’esigenza di una città che con i suoi amministratori non ha saputo trovare le misure per gestire i suoi rifiuti a danno dei nostri cittadini. La nostra battaglia legale non arretrerà di un passo e qualsiasi protesta sarà nel rispetto della legge”.

Quelle di Albano e dei comuni limitrofi potrebbero non essree le uniche comunità a scendere in piazza, perché la sindaca Raggi non vorrebbe limitarsi a riaprire solo la discarica di Albano: “Nel corso della riunione che c’è stata ieri in Prefettura, Raggi ha detto che non basta riaprire la discarica di Albano, non è sufficiente a fare reggere il sistema- ha aggiunto Borelli- e da settembre sarà necessario riaprire anche quelle di Colleferro e Guidonia o anche altre“.

Intanto Ama vorrebbe sottoscrivere un contratto con il Tbm di Aprilia Rida Ambiente per inviare rifiuti a trattamento con stabilizzazione della frazione organica, ma per l’azienda pontina è imprescindibile avere la certezza di una discarica dove smaltire, che attualmente non ha, a differenza degli impianti menzionati nell’ordinanza della Raggi. In più la società, secondo quanto è in grado di ricostruire l’agenzia Dire, sembra intenzionata a denunciare sia la sindaca della Città Metropolitana sia il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, per avere consentito con le loro ordinanze agli impianti Tm (che come detto non stabilizzano la frazione organica del rifiuto indifferenziato in ingresso) di potere smaltire i rispettivi scarti in discarica.

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