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La rivincita di Boari a Tokyo 2020: “Stavolta spero in un bel titolo di giornale”

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Nel 2016 polemiche per un quotidiano che definì lei e le compagne 'cicciottelle'
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TOKYO – “È un bronzo, ma pesa come un oro. Domani spero di leggere un bel titolo di giornale”. Anche stavolta la freccia punta dritta verso il bersaglio. Lucilla Boari torna sul ‘luogo del delitto’, una gara olimpica, cinque anni dopo il quarto posto di Rio ottenuto con le compagne della prova a squadre. E a Tokyo insieme alla medaglia si prende anche una rivincita: ‘Il trio delle cicciottelle azzurre sfiora il miracolo olimpico’, titolò in quei giorni un quotidiano, sollevando polemiche e commenti indignati. A Tokyo 2020 l’azzurra ha conquistato il bronzo ed è inevitabile mettere le mani avanti. Poi, in conferenza stampa, sull’importanza della sua medaglia per il movimento arcieristico italiano, ha aggiunto: “Sono felice di essere stata io la prima a portare questa medaglia all’Italia. Ma questo deve essere solo l’inizio, siamo un gruppo bello e solido, abbiamo fatto bene in questi ultimi periodi e spero che questa sia solo la prima di tante altre medaglie olimpiche”. 

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Boari non nasconde la soddisfazione per la gara condotta, con il livello via via più alto a mettere alla prova la sua concentrazione e le sue capacità. “Anche il mio livello è schizzato alle stelle e questo mi rende molto soddisfatta. Il bello del tiro con l’arco è proprio questo: freccia dopo freccia, dopo che un avversario ha fatto 10, è bello e affascinante rispondere con un altro 10. Sono questi tipi di prestazione che fanno show e rendono questo sport bello da vedere dal vivo o in televisione. Questo credo che sia il bello del tiro con l’arco e io spero di continuare così e vivere altri momenti come questi”. 

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