Violenza donne, conoscere i femminicidi per trovare una via d’uscita

Chindamo: "In scuole insegnamo che ci sono anche sistemi prevenzione"
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ROMA – “E’ molto importante parlare delle vittime di femminicidio, continuare a farlo anche all’interno delle scuole, alle nuove generazioni, è come farle rivivere”. Così all’agenzia Dire Vincenzo Chindamo, fratello di Maria l’imprenditrice agricola calabrese vittima di un femminicidio ancora irrisolto: dopo un sequestro il suo corpo ancora non è stato ritrovato. Chindamo ha partecipato oggi a Reggio Calabria alla sottoscrizione dell’accordo di collaborazione tra l’Osservatorio regionale sulla violenza di genere e il Miur denominato ‘Adotta la storia di una vittima di femminicidio’.

“Se parliamo di donne che non ci sono più – ha aggiunto Chindamo – è perché sono state vittime dei loro carnefici. Sono parole vive dette a ragazzi in formazione che devono conoscere la realtà brutale che ancora esiste in tutto il mondo, in particolare nei nostri territori, e che ha delle connotazioni spesso molto particolari”.
Quello che va insegnato ai ragazzi non deve essere solo la storia della vittima, “deve essere anche il modo per venirne fuori. Quindi l’esistenza di una strada di uscita, dei centri antiviolenza e di tutti i sistemi di prevenzione che – ha concluso Chindamo – gli enti e le associazione mettono in atto”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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