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Ilva, Di Maio: “Se gara non in regola vado in Procura”. Piano Arcelor? “Non ancora soddisfacente”

Questa mattina al Mise si è tenuto il tavolo interistituzionale sul futuro dell'Ilva
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ROMA – “Faremo subito, penso in questa settimana, una richiesta all’avvocatura dello Stato perché ci dica cosa si può fare e cosa non si può fare”. Così il ministro dello sviluppo economico Luigi Di Maio risponde a proposito della gara per l’assegnazione dell’ilva di Taranto. Al termine dell’incontro del tavolo interistituzionale il vicepremier attacca: “È chiaro che se il governo precedente ha sbagliato la gara si prende una responsabilità senza precedenti, non me la prendo io, io mi prendo la responsabilità di gestire quello che viene dopo. Mi auguro che tutto sia in regola per il bene dello Stato, ma- avverte- se non dovesse essere così, porterò tutte le carte in Procura, perché se ci sono rilievi e criticità ci sono dei reati commessi“.

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PIANO ARCELOR: IMPEGNO PER AZZERAMENTO POLVERI NEL 2020

Riduzione del 15% delle emissioni di CO2 per tonnellata di acciaio liquido prodotto, riduzione del 30% delle polveri, riduzione del 50% delle diossine, azzeramento polveri al 2020 con 18 mesi in anticipo, riduzione utilizzo di acqua del 15% al 2023, economia circolare attraverso utilizzo di rottami per ridurre ulteriormente CO2 e consumo energetico. Sono gli impegni in ambito ambientale che Arcelormittal ha illustrato al tavolo interministeriale sull’Ilva, coordinato dal ministro dello sviluppo Luigi Di Maio. Nel cosiddetto ‘addendum’ si legge che Arcelormittal si impegna a “eliminare le fonti di inquinamento attraverso l’implementazione delle misure di tutela ambientale, accelerare i tempi di esecuzione degli interventi ambientali, vincolare l’incremento della produzione per il periodo successivo alla durata del piano all’impiego di processi di produzione alimentati a gas o di processi alternativi a basso utilizzo di carbone”.

“MIGLIORAMENTI DI ARCELOR NON ANCORA SODDISFACENTI”

“Ho chiesto dei miglioramenti sul piano ambientale e occupazionale e i miglioramenti proposti da Arcelormittal non sono ancora soddisfacenti”, sottolinea il ministro dello sviluppo, Luigi Di Maio, al termine dell’incontro al Mise.

Il ministro spiega che oggi si è parlato “soprattutto del piano ambientale e un po’ di quello occupazionale, che sarà discusso con i sindacati credo domani”, conclude.

“AL TAVOLO MENO DI 60, NON CAPISCO CHI NON È VENUTO”

L’incontro è stato con “poco meno di 60 delegazioni perché qualcuno non è venuto e non capisco perché“, dice ancora Di Maio. “Era la prima occasione per la cittadinanza di Taranto- osserva- di confrontarsi con Arcelormittal: si passa da un metodo in cui il mio predecessore firmava con Arcelormittal senza dirlo neanche ai sindacati al momento in cui cittadini, comitati, sindacati, sindaci si possono confrontare direttamente con l’azienda. Non capisco come si possa polemizzare su una cosa del genere”, conclude Di Maio.

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