Spiagge, Ue gela la riforma italiana, Corsini: “Non molliamo”

L'assessore regionale al Turismo, ribadisce: "La Regione rimane decisa nel chiedere al Governo un negoziato politico, anche duro, con la commissione"
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balneari_spiaggia_mare_vacanzeBOLOGNA – Il Governo italiano “deve farsi valere” in Europa sulla vicenda delle concessioni balneari. Deve rivendicare “la nostra unicità. Siamo diversi dal Portogallo e dalla Spagna: in Italia e in particolare in Emilia-Romagna abbiamo una tipicità e un’organizzazione dei servizi di spiaggia che non ha eguali in Europa“. A dirlo è l’assessore regionale al Turismo, Andrea Corsini, che reagisce così alla nuova doccia gelata arrivata da Bruxelles nei giorni scorsi, con la prima bocciatura della bozza di riforma studiata dal Governo Renzi. “Non è accettabile che l’Italia, a differenza di altri Paesi, non negozi soluzioni positive per la categoria, a tutto vantaggio dell’offerta turistica italiana- suona la carica Corsini- il prodotto turistico delle nostre coste ha bisogno di essere innovato, ma per poter investire gli imprenditori necessitano di un quadro normativo chiaro e certo”.

La netta presa di posizione contro l’Italia è arrivata dal direttore generale del dipartimento Crescita della Ue, Lowri Evans, dopo un incontro con il sottosegretario per le Politiche europee, Sandro Gozi. “Le considerazioni di Evans sono inaccettabili- attacca Corsini- e in contrasto con la sentenza della Corte di giustizia che lascia invece la porta aperta alla ricerca di soluzioni nel quadro delle norme europee. La Regione rimane decisa nel chiedere al Governo un negoziato politico, anche duro, con la commissione”

L’Emilia-Romagna invita dunque il Governo a rimanere fermo “sui punti che riteniamo fondamentali e che devono servire a costruire il negoziato in questi 18 mesi di tempo utile per approvare la nuova legge quadro”, manda a dire Corsini. Prima di tutto, “il riconoscimento del periodo transitorio e del valore commerciale delle imprese- afferma l’assessore- vero punto di tutela dell’investimento e del lavoro portato avanti in tanti anni dagli operatori balneari. E poi l’ammortamento delle quote degli investimenti non ancora ammortizzati”. Secondo la Regione, è poi “fondamentale l’aspetto della durata delle concessioni e il calcolo dei canoni, che non può essere basato sui valori dell’osservatorio immobiliare, ma deve essere equo e sostenibile per le imprese”. Infine, per l’Emilia-Romagna è “irrinunciabile il riconoscimento della professionalità e dell’esperienza acquisita dagli operatori, da far valere in sede di negoziato”.

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