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Expo. L’Emilia Romagna col ricordo di Manzi per combattere la fame

Il maestro Alberto Manzi, la sua Emilia-Romagna,
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expo alberto manziIl maestro Alberto Manzi, la sua Emilia-Romagna, la lotta alla fame, la conquista collettiva dei diritti. Questi i temi sviscerati nell’incontro promosso dall’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna in collaborazione con la Kip International School, per la presentazione della mostra creata dalla collezione dei lavori sul tema dell’alimentazione prodotti dal più famoso maestro d’Italia, a cui la Rai ha recentemente dedicato una fiction e che rimane un personaggio indimenticato nel patrimonio nazionale e non solo. L’obiettivo della mostra –attiva a partire da ottobre nelle scuole emiliane e non– è quello di informare su come si possa trarre spunto dall’insegnamento di Manzi che sembra mai esaurire la sua funzione educatrice nella battaglia collettiva contro gli squilibri portati dal cronico problema della fame. Partendo dall’Emilia Romagna, affrontando il tema della consapevolezza e dell’abbattimento delle disuguaglianze, “non solo in termini economici ma in termini di genere -ha detto il presidente della commissione Parità e Diritti Roberta Mori- restituendo alle donne quel ruolo principale di madri, se si pensa al fatto che oltre il 50% degli alimenti della terra sono appunto prodotti da donne“, si giunge ad un affresco globale della situazione riguardo la lotta alla fame su scala mondiale.

Presente anche Eliana Haberkon, membro della Fao e dell’Onu a Expo, che dichiara come all’alba del 2015 “patiscano la fame ancora 795 milioni di persone al mondo, 216 milioni in meno rispetto al 1992” e che “il lavoro da intraprendere è molto lungo, attraverso una valorizzazione delle piccola impresa, il vero motore della produzione alimentare: si pensi che il 90% delle aziende dipendono dai piccoli agricoltori, che producono l’80% delle materie alimentari”. Gli obiettivi del progetto che verrà lanciato a settembre vertono quindi sull’inclusione economica ma anche sulla protezione e soprattutto sulla partecipazione sociale. Partecipazione sociale che è appunto il fiore all’occhiello promosso dall’Emilia-Romagna, come spiega Yuri Torri dell’Ufficio presidenza: “L’Albero della Partecipazione che inauguriamo oggi è una forma semplice ma incisiva per avvicinare i cittadini”.

La giornata è proseguita infatti con un gioco di ruolo sulla partecipazione, che sarà poi divulgato nelle scuole a partire appunto dal prossimo autunno, cercando di coinvolgere i ragazzi che si confronteranno sulla possibilità di accedere a un finanziamento pubblico, secondo uno schema che ricalca fedelmente il lavoro dei comitati locali di sviluppo.

Di Nicola Mente – Giornalista

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