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A Taranto mobilitazione operai Leonardo, chiedono risposte sul futuro

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A essere preoccupati sono anche i dipendenti delle aziende dell'indotto che "vivono una condizione ancor più gravosa dal punto di vista salariale e di prospettiva
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BARI – Due ore di sciopero, articolate in quattro blocchi, organizzato nel piazzale antistante lo stabilimento tarantino di Leonardo dove le Rsu di Fim, Fiom e Uilm hanno tenuto una conferenza stampa per spiegare le ragioni della mobilitazione. “L’accordo sindacale del 17 dicembre 2020 – spiega la Rsu della Fim Cisl, Angela Sansonetti – garantisce da un lato gli strumenti per la gestione del vuoto lavoro che interessa Io stabilimento di Grottaglie, offrendo soluzioni non traumatiche per tutto il 2021 e dall’altro i carichi di lavoro aggiuntivi previsti, restituendo a tutti i lavoratori la solidità di prospettive. Previsioni meritate negli anni e che rischiano di essere messe in discussione dalle mutate condizioni del mercato aggravate dagli effetti delle norme anti Covid-19 sul traffico aereo”.

Per le rappresentanze sindacali finora non ci sono novità sulle “progettualità future rispetto a quanto sottoscritto, generando un clima di comprensibile preoccupazione all’interno degli stabilimenti delle Aerostrutture e in particolar modo – sottolinea Sansonetti – nel sito di Grottaglie, ancora fortemente legato ai vincoli della meno commessa B787″. A essere preoccupati sono anche i dipendenti delle aziende dell’indotto che “vivono una condizione ancor più gravosa dal punto di vista salariale e di prospettiva, legati professionalmente non solo alla ripresa del mercato aeronautico ma anche alle scelte governative in materia di politiche del lavoro”, spiega la sindacalista che pretende “risposte certe”.

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