Gli articoli della Dire non sono interrotti dalla pubblicità. Buona lettura!

Migranti, Fanuli (Lega): “Ue è sovranista e Italia subisce, il problema è l’assenza di regole”

L'intervista a Eloisa Fanuli, dirigente per il Lazio del partito del segretario Matteo Salvini
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Più che di quello della Lega, o dei Paesi del gruppo di Visegrad, sarebbe meglio parlare di “un sovranismo dell’Europa“, che “impone l’accoglienza incontrollata e ingestibile“. A sostenerlo Eloisa Fanuli, dirigente per il Lazio del partito del segretario Matteo Salvini. L’occasione di questa valutazione sulla politica europea in fatto di migrazione è stata un’intervista nella sede romana dell’agenzia Dire. “Secondo me è più efficace parlare di sovranismo dell’Europa che di quello della Lega- ha detto Fanuli- visto che non siamo noi che siamo in grado o abbiamo la volontà di respingere, non siamo noi che non accogliamo, ma siamo noi a subire l’inazione dell’Europa rispetto alla mancata redistribuzione di chi sbarca“.

A differenza dell’Italia, ha sottolineato poi la dirigente della Lega, altri Paesi europei, come “la Spagna, schierano l’Esercito“. Un riferimento questo alle forze armate schierate da Madrid il mese scorso nell’enclave marocchina di Ceuta a fronte dell’arrivo di migliaia di migranti, per lo più a nuoto, nel giro di poche ore. In Italia, invece, “siamo mandati a processo per tentare di fermare gli sbarchi in un Paese che, in virtù della sua posizione geografica e strategica, è destinato a essere sempre meta di arrivo dei migranti”.

 “Controllo, regolarizzazione, rispetto delle leggi e della religione del Paese ospitante”: queste, secondo la dirigente della Lega nel Lazio Fanuli, le parole chiave per fare della migrazione un fenomeno “gestibile” nel nostro Paese e in tutta Europa. “Una migrazione equa, controllata e distribuita sul territorio è la cosa più intelligente a cui potremmo pensare” ha spiegato la dirigente leghista, convinta però che sia necessario, prima di qualsiasi cosa, “essere effettivamente in grado di mettere queste persone nella condizione di trovare una collocazione reale” con l’imperativo di “imporre il rispetto di leggi e religione” e di “non concedere sostegni di sorta quando queste persone non ne hanno diritto”. Sollecitata sulle possibili strade da percorrere per facilitare la regolarizzazione del fenomeno, Fanuli ha parlato di “equa distribuzione dei migranti che arrivano con gli sbarchi tra i Paesi membri dell’Ue“, ma anche di un’accoglienza “tarata sulle effettive possibilità di fornire assistenza sanitaria, alloggi, lavoro”. Se la migrazione non è il problema, lo sarebbe però il sistema che la permette, fatto anche di “organizzazioni non sempre legittime, anche ong, che mettono in moto un meccanismo dove i migranti finiscono per essere sfruttati”. Sulle ragioni delle partenze, per Fanuli, restano poi i dubbi che molte delle persone che vengono inserite nel meccanismo dell’asilo, “non scappino da guerre, come ad esempio i cittadini del Bangladesh”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»