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Il legale dei famigliari di Chiara Gualzetti: “È stato un atto di disumana ferocia”

chiara gualzetti foto da instagram
L'avvocato Giovanni Annunziata: "Non c'è follia, ma la lucidità di tornare a casa e cancellare le prove". Intanto il gip ha convalidato l'arresto del sedicenne indagato e confermato l'aggravante della premeditazione
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(Immagine dal profilo Instagram di Chiara Gualzetti)

BOLOGNA – “È un atto che non può essere assolutamente commentato, se non con il capo di imputazione, che ripercorre in modo preciso la condotta dell’indagato, con delle aggravanti rassicuranti per le persone danneggiate, in questo caso i genitori. C’è la premeditazione che è un elemento da non sottovalutare, è una condotta che definire disumana è poco, è un atto di ferocia pianificato e concepito prima, studiato e sviluppato in tutte le sue dinamiche”. Così Giovanni Annunziata, legale dei familiari di Chiara Gualzetti, la quasi 16enne uccisa da un coetaneo a Monteveglio, nel bolognese, definisce la condotta del ragazzo, sottoposto a fermo dopo aver confessato il delitto e per il quale è in corso l’udienza di convalida del fermo.

Commentando ulteriormente la vicenda, l’avvocato sottolinea che “non si tratta di un colpo di pistola, ma di un’azione che ha una durata diversa da un atto singolo, e la cosa più significativa è anche la condotta successiva, aver cancellato i messaggi, aver cercato di normalizzare una vicenda che va qualificata come un atto di disumana ferocia“. Ora, afferma poi Annunziata, “la cosa necessaria è fare giustizia rispetto ad una bambina di 15 anni che per ragioni incomprensibili non ha avuto il diritto di vivere”. In quest’ottica potrebbe aiutare a fare chiarezza l’autopsia, che, spiega il legale, “dovrebbe essere fatta venerdì e per la quale ho nominato due miei consulenti, un medico legale e un anatomopatologo”.

“NON SI TRATTA DI FOLLIA, L’ASSASSINO ERA LUCIDO”

“Non c’è follia. Dalla ricostruzione degli eventi una persona cha ha la lucidità di cancellare le chat, di tornare a casa e di rispondere al cellulare come se nulla fosse accaduto è poco compatibile con la follia” aggiunge il legale dei familiari di Chiara Gualzetti. Parlando con i cronisti fuori dal Tribunale dei minori di Bologna, l’avvocato fa comunque sapere che non intende opporsi alla richiesta di perizia psichiatrica per il ragazzo, sottoposto a fermo dopo aver confessato il delitto. Questo, spiega, perché “non ritengo che sia superflua, e se può essere un’alternativa difensiva è meglio affrontare subito il tema e sbrogliare il campo da dubbi“. Anzi, aggiunge, “può darsi che con una perizia psichiatrica si evitino vie di fuga difensive che possono spostare l’asse dell’attenzione investigativa su aspetti che ritengo siano assolutamente irrilevanti. La rilevanza di questa vicenda– conclude- è legata alla ferocia e all’efferatezza“.

“LA VITTIMA SI FIDAVA DELL’ASSASSINO”

“Sicuramente Chiara si fidava di lui, è praticamente un amico di famiglia. Un ragazzo che ha fissato un appuntamento, come mi raccontava il padre ieri sera, ed è andato a prenderla a casa. Quale migliore condizione di serenità per un genitore sapere che la figlia va a fare un giro accompagnata da un amico?” commenta Giovanni Annunziata. L’avvocato aggiunge che “se questa è la premessa nessun genitore potrebbe mai immaginare un epilogo di questo tipo. È disumano- chiosa- immaginare una cosa del genere. Non è un comportamento umano“.

IL GIP DISPONE IL CARCERE PER IL SEDICENNE INDAGATO

Il gip del Tribunale dei minori di Bologna ha convalidato il fermo del 16enne indagato per l’omicidio di Chiara Gualzetti. Per il giovane è stata disposta la custodia cautelare in carcere. Il gip ha quindi accolto le richieste della Procura, dopo essersi riservato la decisione al termine dell’udienza di convalida che si è tenuta questa mattina. Confermata dal giudice, infine, anche l’aggravante della premeditazione.

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