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Tg Riabilitazione, edizione del 30 giugno 2021

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– DI RENZO (IDO): AIUTIAMO GENITORI A DECIFRARE COMPORTAMENTI ATIPICI DEI FIGLI

Non esiste un bambino senza il suo genitore e il Centro Entheos-IdO di Francofonte lo sa, inaugurando l’avvio del primo gruppo siciliano di ‘Mamme a bordo’, che segue la scia dei gruppi partiti diversi anni fa nelle sedi di Roma dell’Istituto di Ortofonologia (IdO) all’interno del modello evolutivo DERBBI per il trattamento dei disturbi del neurosviluppo. Oltre alle mamme e ai bambini, fanno parte del gruppo diverse figure professionali, tra cui lo psicoterapeuta dell’età evolutiva, il logopedista, lo psicomotricista e l’osteopata. “‘Mamme a bordo’ è un gruppo di terapia per noi molto caro e su cui abbiamo investito moltissimo per aiutare il genitore a rimanere tale, potenziando le sue capacità e aiutandolo a decifrare i comportamenti atipici del bambino. Presuppone una formazione importante da parte del terapeuta che deve fungere da facilitatore e avere una grande dimestichezza con le dinamiche psicoaffettive che caratterizzano i primi anni di vita. Per questo tipo di terapia, fortemente voluto dall’equipe IdO, è necessaria infatti una importante formazione da parte del terapeuta che, oltre a conoscere la specificità del disturbo, deve avere la capacita di poter contenere emotivamente i disagi del bambino e della diade”, ha dichiarato Magda Di Renzo, responsabile del servizio Terapie dell’IdO.

– SALINA (CDAN FISIOTERAPISTI): FISIOTERAPISTA COMUNITA’ PER DARE RISPOSTE SU TERRITORIO

Le esigenze e i bisogni di salute dei cittadini sono cambiati negli ultimi anni, e la pandemia ha messo più in evidenza la carenza dei servizi sul territorio a favore di una visione spiccatamente ospedalocentrica. Ma per prevenire, rispondere alle cronicità e gestire al meglio i costi che gravano sul Ssn c’è bisogno di un cambio di passo importante. La salute deve essere di prossimità per dare risposte rapide. In questo senso anche l’approccio fisioterapico deve essere svolto secondo una logica di salute di comunità. Nasce da qui il ‘fisoterapista di comunità’. Per affrontare tutte le sfaccettature di questo tema l’agenzia Dire ha interpellato la dottoressa Melania Salina, vicepresidente Commissione d’Albo Nazionale Fisioterapisti.

– 5 MILIONI ITALIANI AFFETTI INCONTINENZA, AIUTO ARRIVA DA RIABILITAZIONE

L’incontinenza urinaria è un problema che affligge oltre 5 milioni di italiani, per il 73% le donne e per il 27% uomini. L’ospedale San Carlo di Nancy di Roma è tra le strutture riconosciute dalla Regione Lazio come centro di II livello per la prevenzione, la diagnosi e la cura dell’incontinenza ed è in grado di garantire assistenza specialistica, sia ambulatoriale che ospedaliera, prendendo in carico il paziente per tutto il percorso diagnostico e di trattamento. “In occasione della giornata nazionale dedicata all’incontinenza sono stati promossi dei consulti gratuiti. Inoltre il paziente è stato informato sulle moderne tecnologie per la diagnosi, sulle metodiche di trattamento anche con programmi di neuromodulazione; sulle terapie più strettamente chirurgiche, con approccio mininvasivo, endoscopico o protesico” ha detto il professor Pierluigi Bove, responsabile dell’U.O. di Urologia al San Carlo di Nancy. La riabilitazione del pavimento pelvico rimane un tassello fondamentale per il pieno recupero di tutte le funzionalità.

– AL RIZZOLI INTERVENTO RECORD, CORRETTA SCHIENA CURVA DI 100 GRADI

Intervento record al Rizzoli. Gli specialisti dell’istituto ortopedico di Bologna sono riusciti, per la prima volta, a curare una cifosi, cioè la curvatura in avanti della colonna vertebrale, di ben 100 gradi che costringeva una donna di 54 anni sulla sedia a rotelle. Per riportare dritta la schiena, i medici del Rizzoli hanno dovuto rimuovere due vertebre toraciche non contigue, risolvendo così una grave malformazione considerata fino ad oggi non operabile. Dopo l’intervento, e un breve periodo in terapia intensiva, la donna è tornata in piedi dopo sette giorni e ha iniziato il percorso di riabilitazione. L’intervento, unico nel suo genere, è durato circa otto ore ed è stato eseguito dall’équipe di Cesare Faldini, direttore della Clinica ortopedica 1 del Rizzoli, affiancato da anestesisti, rianimatori, neurofisiologi e infermieri. Per l’operazione è stata utilizzata una tecnica in 3D per avere un modello della colonna deformata partendo dalla Tac della paziente, in modo da pianificare al meglio la rimozione delle due vertebre e guidare i chirurghi senza ledere il midollo spinale.

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