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Lavoro, intesa Governo-parti sociali: nuovi ammortizzatori per evitare i licenziamenti

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Altre 13 settimane di cassa integrazione straordinaria gratuita per tutte le aziende che hanno tavoli di crisi aperti. Confermato il blocco dei licenziamenti fino al 31 ottobre per il tessile e i settori collegati
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ROMA – Intesa sul lavoro tra Governo e parti sociali all’esito della riunione che si è svolta a Palazzo Chigi: il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, e il ministro del Lavoro Andrea Orlando, riferisce palazzo Chigi, hanno firmato l’avviso comune sottoscritto insieme da Cgil, Cisl, Uil, Confindustria, Alleanza delle Cooperative, Confapi. “Le parti sociali – si legge nel documento – alla luce della soluzione proposta dal Governo sul superamento del blocco dei licenziamenti, si impegnano a raccomandare l’utilizzo degli ammortizzatori sociali che la legislazione vigente ed il decreto legge in approvazione prevedono in alternativa alla risoluzione dei rapporti di lavoro. Auspicano e si impegnano, sulla base di principi condivisi, ad una pronta e rapida conclusione della riforma degli ammortizzatori sociali, all’avvio delle politiche attive e dei processi di formazione permanente e continua”.

LE MISURE PREVISTE

Nello specifico, nell’accordo siglato tra l’esecutivo e le parti sociali sono previste altre 13 settimane di cassa integrazione straordinaria gratuita per tutte le aziende che hanno tavoli di crisi aperti al ministero dello Sviluppo, nelle Regioni e nelle Prefetture. Confermata inoltre la proroga del blocco dei licenziamenti per il settore tessile e quelli ad esso collegati (moda, calzature), già decisa dalla Cabina di regia del Governo.

LANDINI: “RISULTATO IMPORTANTE”

L’intesa raggiunta a Palazzo Chigi tra sindacati e governo sui licenziamenti “mi sembra un risultato importante, che risponde alla mobilitazione che c’è stata sabato: avevamo detto che uniti avremmo portato avanti l’iniziativa fino al risultato e oggi il risultato c’è, perché dal primo di luglio, oltre al blocco selettivo del tessile, l’impegno è quello di utilizzare prima la cassa ordinaria, gli strumenti, laddove ci fossero problemi organizzativi anziché ricorrere ai licenziamenti”. Queste le parole del segretario della Cgil Maurizio Landini, lasciando la sede del governo.

SBARRA: “VERTICE MOLTO COMBATTUTO”

“Giudizio positivo, è stato un vertice molto combattuto”. Così il leader della Cisl, Luigi Sbarra, commenta l’incontro a palazzo Chigi e l’avviso comune tra le parti sociali.
Con questo accordo “gli imprenditori si impegnano a usare tutti gli strumenti alternativi ai licenziamenti“, spiega. Quindi “le associazioni raccomandano, sollecitano le proprie aziende a confrontarsi nel territorio con i sindacati per produrre intese per utilizzare gli strumenti. L’obiettivo è contenere eventuali licenziamenti”, conclude Sbarra.

FIOM: “ACCORDO POSITIVO, ORA LA RIFORMA DEGLI AMMORTIZZATORI”

Quello sui licenziamenti è un “accordo positivo perché è firmato dal governo, da tutte le parti datoriali e dai sindacati, quindi impegna tutti”. Così la leader della Fiom, Francesca Re David, ad Agorà. L’intesa dice che “bisogna usare tutti gli ammortizzatori sociali e non ricorrere ai licenziamenti e gli ammortizzatori ci sono, perché vengono messe a disposizione 13 settimane di cassa integrazione. Ora – conclude la sindacalista – è importante che la riforma degli ammortizzatori sociali sia universale e condivisa“.

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