Salman (Comunità palestinese): “L’Italia dica no al piano di Israele, stia con la pace”

Netanyahu, rieletto quest'anno, gode per il suo piano del sostegno degli Stati Uniti
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ROMA – “La maggior parte dei politici italiani ed europei afferma di sostenere la soluzione dei due Stati per risolvere il conflitto israelo-palestinese, per questo ora chiediamo un gesto di coerenza: si deve riconoscere lo Stato di Palestina subito, fermando il piano di annessione di territori palestinesi da parte di Israele e difendendo una volta per tutte
i diritti della popolazione palestinese”. L’appello giunge da
Yousef Salman, presidente della Comunita’ palestinese di Roma e del Lazio. Medico pediatra, giunto in Italia nel 1972 all’eta’ di 18 anni, e’ tra gli organizzatori di una serie di marce e sit-in che lo scorso fine settimana hanno avuto luogo in Italia da nord a sud per dire “no” al piano del primo ministro Benjamin Netanyahu, previsto per il Primo luglio, che potrebbe portare sotto il controllo di Tel Aviv fino al 30 per cento dei territori della Cisgiordania.
Il capo di governo ha negato si tratti di “un’annessione”.

Secondo uno studio del Washington Institute for Near East Policy, d’altra, parte, in territorio israeliano si potrebbero cosi’ venire a trovare 78 comunita’ palestinesi, per oltre 109.000 persone, all’incirca il 4,5 per cento della popolazione totale della Cisgiordania.

Netanyahu, rieletto quest’anno, gode per il suo piano del sostegno degli Stati Uniti.  Alle iniziative in Italia hanno aderito 17 citta’ tra cui Roma, Milano, Venezia, Firenze, Bologna, Napoli, Bari e Palermo. Dalle piazze, sottolinea il presidente della Comunita’, è salito il monito a Israele “affinché rinunci al suo piano, perche’ viola le risoluzioni delle Nazioni Unite e il diritto internazionale”.

Secondo Salman, Cisgiordania e Gaza “gia’ sono occupate dall’esercito, che e’ dappertutto, e permette ai coloni israeliani di appropriarsi della terra dei palestinesi, commettendo violazioni in piena impunita’”.

A difesa degli insediamenti, gia’ condannati dall’Onu e
dall’Unione Europea, riferisce Salman, “i coloni possono usare armi e minacciano le esistenze dei palestinesi, rubando loro terra e averi”.

Negli ultimi giorni dalle istituzioni e dai partiti politici
italiani sono giunti appelli e moniti rispetto al piano di
Israele, ma per il presidente della Comunita’ palestinese di Roma e del Lazio non basta: “Non e’ piu’ tempo delle parole, servono i fatti”.

Salman usa il termine “apartheid” per i “crimini subiti dai palestinesi” e ricorda le parole di Desmond Tutu, arcivescovo sudafricano alleato di Nelson Mandela e Nobel per la pace, che ha definito la condizione dei palestinesi “peggiore” rispetto a quella dei neri nel Sudafrica segregazionista. Oltre alle manifestazioni di piazza, Salman propone “una grande conferenza internazionale con tutte le parti interessate per risolvere il conflitto, da tenersi a Roma, in virtu’ del suo legame storico, religioso e culturale con Gerusalemme, per rilanciare un segnale di pace”.

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30 Giugno 2020
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