Caso Massaro, il Comitato Femminicidio in vita risponde ad Apadula

Immai Cusmai, presidente del Comitato Femminicidio in vita risponde alla replica di Giuseppe Apadula sul caso Massaro
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ROMA – Immai Cusmai, presidente del Comitato Femminicidio in vita risponde alla replica di Giuseppe Apadula sul caso Massaro.

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NOTA IMMAI CUSMAI, PRESIDENTE COMITATO FEMMINCIDIO IN VITA

“Tutto ciò che scriverò di seguito riguarda due genitori che per loro volontà hanno reso pubbliche parole, agiti, nomi e cognomi, ma, dei due mi voglio soffermare su Giuseppe Apadula, ex compagno di Laura Massaro e padre pro PAS. Eravamo abituati alle donne in silenzio caro Giuseppe Apadula. Quelle donne che se venivano minacciate con la ormai nota frase ‘vedrai che il figlio te lo faccio togliere!’ iniziavano a vivere nel terrore elemosinando attenzioni in ogni dove per poi vedersi rovinare l’esistenza da estenuanti procedimenti giudiziari. La sua ex compagna, Laura Massaro, dopo anni di silenzio ha parlato. E non ha inventato ‘storie’ come a Lei, Apadula, piace divulgare, perché la violenza non sempre viene catalogata e punita. Parliamoci chiaro, Apadula, siamo entrambi genitori adulti, sono certa che sa bene che ‘la violenza domestica’ non sempre viene ‘punita’. Pensi, a volte la ‘archiviano’. Non è un mio personale pensiero, è una beffa reale. Vede, Apadula, negli ‘affari di famiglia’ (o “famigghia” a seconda di chi mi legge) è sopraggiunta una nuova linea di ‘tutela dei minori’:’ “Padri assenti, prepotenti, violenti, stalker o solo strafottenti hanno comunque il diritto di svolgere il loro ruolo di padre godendo del principio inviolabile che in realtá appartiene in primis ai figli, non ai genitori scaltri. Lo specifico perchè ai genitori scaltri, questo ‘prezioso diritto dei figli’ torna molto utile. È un diritto cosí goloso che i fan di Camerini e Pingitore (con madri, sorelle e compagne dei padri separati violenti inclusi) hanno iniziato a organizzare convegni ‘fai-da-te’ contro la figura materna”. 

Continua Cusmai: “Ma torniamo alla sua volontà di essere presente nella vita di suo figlio. Una curiositá Apadula. Perché non è capace di aprire canali suoi anziché monitorare la sua ex-compagna ricalcandone i passi? Forse perché non ha ottenuto il prelievo forzato di suo figlio, da lei caldeggiato, avendo esternato (qualche mese fa) il desiderio di pagare persino il servizio di autoambulanza? Era il periodo natalizio, ciò che sconcerta è che si trattava di un bambino, di un essere umano, di suo figlio, non di un pacco regalo. Che io sappia Laura Massaro si concentra sulle volontà del bambino. Lei, Apadula su cosa si concentra esattamente? Se un figlio non vuole frequentare un genitore, perché agire con azioni di forza come un prelievo obbliga? Tra l’altro leggendo con estrema attenzione la sua recente lettera inviata all’agenzia Dire serve specificare che a ‘entrambi’ i genitori è stata tolta la potestà genitoriale, non solo alla sua ex compagna. Le sarà sfuggito di specificarlo per fare apparire solo la madre in difetto? Ma al di là di questi repentini tentativi di rincorrere una sua verità dei fatti lo sa perché si arriva a togliere a entrambi la potestà genitoriale? Glielo spiego con tutta la lucidità che ormai mi contraddistingue. Segua i passaggi: se uno dei due genitori, dopo anni di totale disinteresse, viene colto da una voglia improvvisa di ‘occuparsi’ dei figli e accusa l’altro genitore di Alienazione Parentale tanti tribunali mettono in discussione, non solo il genitore abusante e assente, ma anche il genitore perbene”. Anche la presidente Cusmai vive un caso personale come quelli trattati nello Speciale ‘Mamme coraggio’. “Dopo sette anni di violenza gratuita, mia figlia può accedere a me perché è lei principalmente che esprime il piacere di volermi vedere. Non ho chiamato autoambulanze, non ho spostato “io” il suo corpo da un’abitazione all’altra, non mi sono mai sognata di appoggiare associazioni pro Pillon, e non ho mai impedito alla controparte di parlare. Pregiatissimo Apadula- conclude- i figli sono il termometro di ciò che stiamo facendo per loro. Molti sono i padri che dopo la separazione tornano a vivere con la propria mamma, se è ancora viva, altri ripiegano su parenti, amici o nuove compagne. Rifletta Apadula, pensi se suo padre si fosse mosso ostile contro sua madre. Un figlio alcune dinamiche le ricorda tutte e raramente fa sconti. Farsi odiare è un attimo“.

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30 Giugno 2020
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