Consiglio Grande e Generale del 25 giugno – seduta del pomeriggio

I lavori del Consiglio Grande e Generale proseguono con il dibattito sulla seconda lettura della variazione di bilancio per l’anno finanziario 2020
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Nella seduta del 25 giugno i lavori del Consiglio Grande e Generale proseguono con il dibattito sulla seconda lettura della variazione di bilancio per l’anno finanziario 2020. Progetto di legge che vede la presentazione di circa una cinquantina di emendamenti da parte delle varie forze politiche. “In 3 anni la raccolta bancaria è calata di oltre un miliardo. Soldi di cittadini sammarinesi che hanno perso la fiducia a causa di operazioni dissennate. Dobbiamo creare le condizioni per chiudere i buchi del passato e far ripartire l’economia” dice Emanuele Santi (Rete). Mirko Dolcini (Domani – Motus Liberi) interviene sullo spoil system: “Chiedo alla maggioranza di non utilizzare questo sistema in maniera impropria: avrà senso se la politica sarà autorevole e non sarà autoritaria”. Denise Bronzetti (Npr) chiede ai colleghi consiglieri di assumersi le rispettive “responsabilità, che sono tante e sono diffuse e non riguardano solo alcune forze politiche piuttosto che esentarne altre”. Alessandro Bevitori (Libera) torna ad invocare “un progetto Paese”. “Con un provvedimento di questo tipo – avverte – rischiate di essere i becchini del Paese”. Quanto all’indebitamento, “la soluzione del mercato è la più neutra e che offre più garanzie dal punto di vista politico” osserva il Segretario di Stato Luca Beccari. “Il becchino è chi scava la fossa o chi quella fosse si trova costretto dalla responsabilità di Governo a doverla coprire?” dice Giovanni Maria Zonzini (Rete) replicando a Bevitori. Giuseppe Maria Morganti (Libera), con riferimento agli emendamenti della maggioranza, parla di “legge omnibus” e di “blitz”. “La responsabilità del Governo – dice il Segretario di Stato Marco Gatti – è fare delle scelte e prendere delle decisioni affinché siano disponibili gli strumenti necessari per fare ripartire un Paese danneggiato da un evento straordinario. Come Governo ci prendiamo l’impegno fin da subito di prendere in esame tutti gli emendanti delle forze politiche”. I lavori vengono sospesi prima delle 17 per dare la possibilità ai consiglieri di esaminare attentamente gli emendamenti presentati. Riprenderanno nella giornata di domani.

Comma 6

Emanuele Santi (Rete): La scelta che dovremo fare avrà ripercussioni economiche importanti. Dovremo restituire il capitale a scadenza fatta salva la necessità di un rinnovo. Ma ci saranno ripercussioni anche politiche: dovremo valutare attentamente a chi chiedere i soldi e quali saranno le condizioni a cui sottostare. La scelta dovrà essere ponderata per economicità e mantenimento della nostra sovranità. Rete non ha alcuna responsabilità dei guai che si sono creati nel tempo. Bisogna dire con forza che il buco c’era e lo avete aggravato. In 3 anni la raccolta bancaria è calata di oltre un miliardo. Soldi di cittadini sammarinesi che hanno perso la fiducia a causa di operazioni dissennate. Abbiamo uno sbilancio dei fondi pensioni per oltre 26 milioni. L’ISS perde milioni di euro ogni anno. Su Cassa bisogna far diventare fruttifero l’attivo infruttifero con l’obiettivo di far tornare in equilibrio la banca. Bisogna assolutamente gestire la partita Delta che oggi al nostro Paese è costata 1 miliardo e tre. Dobbiamo creare le condizioni per chiudere i buchi del passato e far ripartire l’economia. Servono risorse per sostenere imprese e cittadini. I tempi sono cambiati, abbiamo voltato pagine, possiamo ripartire.

 

Guerrino Zanotti (Libera): Ci sono membri dell’attuale maggioranza che hanno ricoperto incarichi di Governo negli anni in cui si sono create le condizioni per una situazione deficitaria del bilancio dello Stato. Parliamo dell’indebitamento del nostro Paese. Mai nascosto che c’era questa criticità. Ci dicono che tutte le strade sono aperte, ma ci apprestiamo ad approvare questo progetto di legge ma non sappiamo esattamente quale sarà la strada da percorrere. Noi siamo disponibili al confronto purché sia leale e trasparente e non rimanga solo un confronto su decisioni già prese. Non crediamo che la riforma della pubblica amministrazione da sola possa bastare al reperimento delle risorse per l’indebitamento. C’è bisogno di un progetto Paese sul quale confrontarsi, ma i tempi stringono. Non si può dire che chi in passato è stato in maggioranza oggi non avrebbe nemmeno titolo per esporre le proprie idee. Chi responsabilmente ha messo fine a un’esperienza di Governo, per responsabilità di fronte al Paese, Necessario garantire l’equità fiscale per tutti. Noi chiediamo che al più presto si espliciti l’idea di futuro per la Repubblica di San Marino e su quello saremo pronti a misurarci.

Mirko Dolcini (Domani – Motus Liberi): Vorrei focalizzarmi sul cosìddetto spoil system. Di primo acchito mi sembrava un articolo ingiusto, lesivo del principio di imparzialità. Ho cominciato a riflettere e studiare questo sistema. Ritengo essere sacrosanto che chi viene eletto dal popolo possa contare su persone con le quali ha un rapporto fiduciario all’interno dei Cda e dei vari organismi. Altrimenti potrebbe verificarsi uno scollamento. In Italia questo sistema in alcuni casi è dilagato. C’era un caso dove un sindaco aveva nominato un coordinatore comunale, venendo meno la nomina del sindaco, si era pensato di revocare l’incarico al coordinatore comunale, ma la Corte Costituzionale ha stabilito che in quel caso il rapporto fiduciario non esisteva. Sono casi estremi, casi limite. Chiedo alla maggioranza di non utilizzare questo sistema in maniera impropria. Lo spoil system avrà senso se la politica sarà autorevole e non sarà autoritaria.

Fernando Bindi (Rf): Le circostanze esterne che abbiamo ignorato per alcuni decenni non ci consentono più vie di fuga. Il processo di deterioramento dei conti pubblici non è iniziato recentemente. I sette articoli del progetto di legge non esauriscono la tematica del prestito. Da esso partono traiettorie che coinvolgono assetti afferenti la gestione del sistema economica finanziario e temi che sono autentiche ‘bombe’. Tali da far pensare ad un ritorno indietro di parecchi decenni. Allo stato patrimoniale più che allo stato di diritto. L’articolo 4 ne è un esempio. Può essere la rappresentatività il criterio base per amministrare un istituto di credito? In questo mondo in cui ci sono prodotti finanziari, tossici e non, il criterio dovrebbe essere la competenza. Qual è il livello di garanzie che possiamo e dobbiamo offrire? Ci poniamo in condizioni non di pregiudiziale contrarietà, ma non saremo spettatori plaudenti. Se gli emendamenti fossero tali e tanti da rendere initile il confronto, dovremo concludere che la fatica che abbiamo fatto per capire è stata inutile. Non avete affrontato la questione né con competenza né con razionalità. Se ci saranno sostanziali correzioni di rotta il nostro atteggiamento sarà di pieno e leale confronto.

Denise Bronzetti (Npr): A scanso di equovoci non siamo per cercare alibi. Se vogliamo ricostruire le difficoltà che nel tempo il nostro bilancio ha subito dobbiamo essere altrettanto onesti nel fare disamine politiche corrette. Ognuno si deve assumere la propria quota parte di responsabilità. Responsabilità che sono tante e sono diffuse e non riguardano solo alcune forze politiche piuttosto che esentarne altre. Equità fiscale e contributiva. Questo è un punto fermo che contraddistingue la nostra azione e che continuerà a contraddistinguerla. Dobbiamo dire al Paese alcune cose. Tutti nel tempo abbiamo contribuito molto poco. Alcune categorie hanno contribuito sempre, altre molto meno. Non è vero che non sono elencate le riforme che questo Governo ha intenzione di fare. Sono chiaramente indicate nel programma di Governo e all’interno di alcuni emendamenti che verranno presentati. Cos’è importante sostanzialmente che si capisca?

Alessandro Bevitori (Libera): Non siamo contro al debito di per sé. Siamo contrari a questo progetto di legge perché non c’è stato un intervento da parte del Governo ma anche della maggioranza che ci abbia detto: il debito lo facciamo in questa maniera e così lo andremo a ripagare. E’ il presupposto fondamentale per aprire il Paese al debito pubblico. Andiamo a fare una emissione di titoli per 500 milioni. Quando noi abbiamo verificato che non c’erano le circostanze e le condizioni per portare avanti un progetto Paese perché non avevamo la forza di poterlo fare, si è andati a casa. Voi invece state tirando dritto senza avere le risposte che sono necessarie. Prima di fare debito pubblico ci deve essere un progetto Paese che mi dica esattamente dove vado a spendere questi soldi e come li vado a investire, quali infrastrutture vado a creare, quali cantieri faccio partire, qual è il modello economico che voglio realizzare. Questo è il progetto Paese che mi deve consentire una serie di entrate che contemporaneamente a delle riforme di contenimento della spesa pubblica mi devono garantire l’equilibrio di bilancio. Ci sarebbero tante altre cose da dire sull’incoerenza del Movimento politico Rete. Se nella passata legislatura il Governo fosse arrivato all’ultimo con 50 emendamenti, ci sarebbe stata una rivolta in questa Aula. Dire che un professionista nominato in un Cda risponde alla politica è un grave errore. Un errore che purtroppo è stato commesso anche in altre sedi. I tassi del mercato sono abbastanza proibitivi: andare a peggiorare la nostra situazione è una cosa da non fare. Fare un provvedimento di questo tipo che va ad accrescere il debito pubblico – in un momento in cui stiamo andando sui mercati – è una cosa che a livello temporale andrebbe rivista. Ritorno al richiamo principale che è quello del progetto Paese. Dovete chiarire se volete l’appoggio di Libera. Con un provvedimento di questo tipo rischiate di essere i becchini del Paese.

Gian Matteo Zeppa (Rete): Forse non siamo stati convincenti nel persuadere membri del Governo che una cricca criminale aveva messo gli occhi su San Marino. Nel momento in cui crolla la richezza vana, che non ha nulla, ecco che si sono cominciate ad avere le difficoltà e si è entrati nell’ottica di essere attenzionati dalle prede di un sistema finanziario. Non fate partire le dinamiche da Calcio Fiorentino, da rissa, qua dentro. Andate a vedere come funziona: è una resa dei conti. Certe parole arrivano da qualcuno di SSD che forse, facendo cadere il Governo nella scorsa legislatura, voleva un premio. Forse l’acredine per andare al potere per gestire il potere. Gli errori sono stati commessi da tutti. Bisogna entrare nell’ottica di non commetterli più. Se lo scopo è quello di fare politica per essere rieletti a me questo sistema non piace. Abbiate pazienza. Chi era presente nella scorsa legislatura lo ha sentito. Quante voci c’erano sugli enti dello Stato che qualcuno voleva privatizzare? Se le nomine vengono fatte in Aula consigliare è ovvio che sono nomine politiche. Il Cda deve essere riconfigurato nell’ottica di poter perseguire l’intento di un Governo, ad esempio nel preservare la mantenza statale di quell’ente. Prima di fare scivoloni bisogna leggere bene le norme. Questa variazione di bilancio è un ponte tra due isole che bisogna ricongiungere. Se vogliamo ancora imputarci gli errori degli uni e degli altri, non andiamo da nessuna parte. Sentire da parte di Renzi un evanescente concetto che lascia il tempo che trova, va bene, facciamo una scommessa: ci mettiamo tutti a lavorare non con la volontà di dover essere rivotati o di dover favorire qualcuno, ma con l’intento di salvare uno Stato, che non è una azienda.

Segretario di Stato Luca Beccari: Questa è una legge di assestamento che ha una sua natura particolare. E’ il primo atto finanziario che come ben sappiamo si è insediato in gennaio e non ha potuto beneficiare di una legge finanziaria che è espressione del suo programma di Governo. E’ vero che normalmente è da privilegiare la soluzione domestica per quanto riguarda il debito, ma quella soluzione non è infinita e illimitata, perché legata alla disponibilità di fondi e risparmi che ci sono a San Marino. Tutto il nostro debito è già nazionale. Si è formato un debito importante ma non è entrato un euro da fuori. Se fino a un certo punto è un vantaggio, oltre un certo punto diventa un limite. La soluzione del mercato è la più neutra e che offre più garanzie dal punto di vista politico.

Repliche

Segretario di Stato Marco Gatti: La responsabilità del Governo è fare delle scelte e prendere delle decisioni affinché siano disponibili gli strumenti necessari per fare ripartire un Paese danneggiato da un evento straordinario. Come Governo ci prendiamo l’impegno fin da subito di prendere in esame tutti gli emendanti delle forze politiche. E abbiamo già depositato ad inizio seduta gli emendamenti del Governo e anche facendo seguito a quanto annunciato in apertura di seduta useremo il tempo per poter accogliere e migliorare il progetto di legge.

Matteo Ciacci (Libera): Noi non abbiamo non solo avuto un solo momento di riflessione sul testo ma addirittura oggi ci vengono presentati oltre 50 emendamenti. Vorrei ricordare le battaglie sulle leggi omnibus di alcuni gruppi politici. Non prendiamoci in giro. Coerenza? Questa è incoerenza. Il Segretario ha detto che la soluzione migliore è quella dei capitali. Proporremo un emendamento per avere una rendicontazione puntale e precisa sul debito attraverso una Commissione congiunta. Le informazioni vanno condivise con responsabilità.

Andrea Zafferani (Rf): Il Segretario Gatti è stato bravissimo a glissare. Avete previsto la possibilità di fare contratti di finanziamento che fanno pensare ad azioni di carattere bilaterale con istituzioni e finanziatori privati. Segretario, ci può dire dove state andando a parare, verso dove vi state muovendo, a chi avete intenzione di chiederlo?

Giuseppe Maria Morganti (Libera): Fare le leggi pensando ai nomi e cognomi delle persone è la cosa più abominevole che uno Stato può fare. Le leggi devono avere una loro specificità generale e devono riguardare l’intero Stato e devono avere la capacità di essere applicate. Stiamo correndo un grave rischio. E’ possibile utilizzare uno strumento per fare una legge Omnibus di questa portata? Andate a modificare l’amministrazione dell’ISS: come vi permette di fare? Fate un altro progetto di legge, non un blitz di questa natura.

Luca Boschi (Libera): Esprimiamo una certa delusione al termine di queste due giornate di confronto generale. Ci avete ulteriormente confuso le idee. Uno degli interlocutori sarà il Fmi, un altro il mercato dei capitali un altro l’Unione Europea. In campagna elettorale e nei dibattiti forti dubbi sull’accesso ai fondi della Comunità Europea forti dubbi sono stati espressi da parte della maggioranza. E’ fondamentale che voi Segretari ci indichiate i limiti e il perimetro di questo confronto.

Giovanni Maria Zonzini (Rete): Chi è il becchino del Paese. Chi ha acclarato un buco fatto con un bilancio fasullo o chi deve prenderne atto specialmente dopo la svendita dei crediti svalutati? Il becchino è chi scava la fossa o chi quella fosse si trova costretto dalla responsabilità di Governo a doverla coprire? Io stesso trovo non opportuno che in una variazione di bilancio si mettano argomenti che non c’entrano nulla, ma bisogna anche capire la situazione di emergenza. Noi non siamo becchini ma quelli che devono ricoprire la fossa.

Alberto Giordano Spagni Reffi (Rete): E’ un fatto di coerenza e onestà intellettuale. Siamo arrivati ad una situazione che non è più procastinabile e nessuno di noi sa se riusciremo a fuggire da questa situazione.

Oscar Mina (Pdcs): Io l’ho sempre detto. Se qua dentro facciamo politica io ci sto. Ma se dobbiamo venire qua dentro a parlare di scandali, allora non concordo. Io non capisco l’atto polemico ad oltranza. Qual è il nesso? Non abbiamo proposti anche noi tanti emendamenti bocciati? Se avete delle strade così meravigliose, tiratele fuori.

Vladimiro Selva (Libera): Vorrei ricordare a tutta l’Aula che questo Governo è nato sulla base di un programma che aveva un capitolo dedicato al metodo. Quindi si dava un certo valore al modo con cui si fanno le cose. Voi mettete davanti ai consiglieri, ai membri del Consiglio Grande e Generale 40 emendamenti che trattano di tutto.

Sara Conti (Rf): Repubblica Futura non ha ricevuto nessun invito. Noi abbiamo dato disponiblità per un confronto serio, ma poi se vengono fatti inviti esclusivi lo vorremmo sapere.

Marco Nicolini (Rete): Non ero al corrente e spero che non sia così, se così fosse consigliere Conti avrebbe ragione di protestare. Intervengo per ribadire la mia delusione per un dibattito consigliare oltremodo deludente. O ci accorgiamo della situazione oppure andiamo stupidamente tutti insieme a fondo in default. La questione degli emendamenti è da riguardare: io credo vada cambiato il regolamento consigliare ereditato dalla scorsa legislatura. Regolameto malfatto che va cambiato.

Eva Guidi (Libera): Potrebbero esserci responsabilità in riferimento alla possibilità che qualcuno abbia fatto concessione allegra di credito. Mi auguro di no, ma in questo caso c’è una apposita Commissione di inchiesta e delle azioni in tribunale che aspettano dei risultati. Dobbiamo guardare al futuro, ma con un occhio alle responsabilità. Sullo spoil system è necessario fare delle precisazioni: un conto sono gli alti dirigenti, un altro conto sono i membri del Cda delle aziende di diritto pubblico, un conto ancora i membri dei Cda degli enti locali. Alcuni sono dirigenti altri membri di organi.

Francesco Mussoni (Pdcs): Cominciare a parametrare il rendimento dei dirigenti sulla base del rendimento è un aspetto innovativo che viene introdotto. Ci sono interventi qualificanti e interventi successivi. L’assestamento ha un tema centrale che è quello dell’indebitamento e poi il disavanzo di 40 milioni di competenza delle amministrazioni. Ci sono state proposte di supporto all’attività ordinaria corrente e al perfezionamento di alcuni aspetti. Non è un provvedimento esaustivo. L’opposizione fa l’opposizione.

Segretario di Stato Marco Gatti: Ci sono emendamenti correttivi che non stravolgono il testo presentato in prima lettura ma ne ampliano alcuni aspetti, migliorano o chiariscono. Altri hanno un senso economico. Vogliamo che ci siano delle responsabilità. Abbiamo lavorato in questo senso. Ha un senso. Siccome è uno dei maggiori centri di costo, la grande sfida è riuscire a far sì che il peso degli scambi diminuisca. E questo lo si vuole fare garantendo la gratuità e la qualità dei servizi. Lo vogliamo fare attraverso dei manager che rispondono di quello che fanno. Se cambia il socio, cambiano i dirigenti in tutte le società di diritto privato. Non capisco perché questo non avvenga anche nel pubblico. E’ mantenere la pluralità dei prestatori che ci può garantire l’indipendenza. Stiamo esplorando anche il mercato.

 

 

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30 Giugno 2020
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