Conte cita Danilo Dolci, ma lui oggi starebbe con gli ultimi della terra

Danilio Dolci, la sua vita lo testimonia, affronterebbe il processo a fianco della comandante Carola Rackete
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ROMA – Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, sull’arresto di Carola Rackete, ha tirato in ballo Danilo Dolci. Grande uomo che, lasciato tutto alle spalle, si trasferì nella Sicilia più povera per stare accanto, battersi e vivere con gli ultimi.

Educare, tirar fuori il meglio di ognuno senza forzare, senza imporre. Questo il suo credo. Ma Danilo Dolci è stato citato a sproposito, perché proprio lui ha speso una vita a fianco di chi non veniva proprio considerato. E quando si è trovato a dover scegliere se battersi per ottenere una speranza di vita migliore per gli ultimi, anche violando la legge, non ci ha pensato un attimo. Ed ha affrontato a testa alta i tribunali italiani (guarda il video dell’epoca).

Tirarlo in ballo nella polemica che vede i disperati della terra usati per la propaganda governativa alla fine rischia di rivelarsi un boomerang: Danilo Dolci, la sua vita lo testimonia, anche oggi non starebbe dalla parte delle autorità, ma affronterebbe il processo a fianco della comandante Carola Rackete.

CHI ERA DANILO DOLCI? UNA BIOGRAFIA DA danilodolci.it

Qui una delle sue poesie più belle  per la libertà, per la dignità, perché ognuno possa vivere un’esistenza degna.

C’è chi insegna guidando gli altri come cavalli passo per passo:

          forse c’è chi si sente soddisfatto così guidato.

C’è chi insegna lodando quanto trova di buono e divertendo:

          c’è pure chi si sente soddisfatto essendo incoraggiato.

C’è pure chi educa, senza nascondere l’assurdo ch’è nel mondo,

          aperto ad ogni sviluppo ma cercando d’essere franco all’altro come a sé,

sognando gli altri come ora non sono: ciascuno cresce solo se sognato.

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30 Giugno 2019
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