Animali. Wwf: “Grido d’allarme da orsi, lontre e lupi” – VIDEO

ROMA - Gli animali "stanno letteralmente lanciando l'allarme, e si affiancano agli oltre 280.000 cittadini europei che sono
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ROMA – Gli animali “stanno letteralmente lanciando l’allarme, e si affiancano agli oltre 280.000 cittadini europei che sono accorsi in difesa delle Direttive Habitat e Uccelli aderendo all’azione Nature Alert #AllarmeNatura, promossa da oltre 100 associazioni, tra cui in prima fila c’è il Wwf”. E’ la stessa associazione animalista a darne notizia in un comunicato.

Alcune specie a rischio, in un nuovo video pubblicato oggi, sono state filmate mentre emettono strani segnali di pericolo. Ogni animale che compare nel video “è infatti a rischio ed è attualmente protetto dalle leggi europee, che sono ora in fase di revisione da parte della Commissione europea. Se le regole europee saranno indebolite le vite di queste specie saranno in serio pericolo”.

Protagonisti del video, un lupo, una tartaruga marina e un orso bruno che sembra emettano insoliti segnali di pericolo. Secondo gli ambientalisti gli animali percepiscono il pericolo per le loro vite e per le loro case e cercano di comunicarlo ai cittadini europei. L’attività umana ha infatti un impatto su molte aree in Europa, con conseguente perdita di habitat e quindi di specie.

“Come rilevato dalla Commissione europea, il 60% delle principali popolazioni animali e il 77% dei loro habitat sono ancora in pericolo in Europa e hanno bisogno di una protezione giuridica speciale. E’ questa una straordinaria dimostrazione di sostegno all’azione #AllarmeNatura, che ha raccolto in poco più di un mese oltre 280.000 cittadini europei e che punta alle 500 mila adesioni entro il 24 di luglio per chiedere ai politici di difendere le solide leggi europee esistenti a tutela della natura (le direttive Uccelli e Habitat), in modo che gli animali protagonisti del video e molti altri possano essere protetti ora e in futuro”, è la conclusione del Wwf.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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