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Ucraina, i russi a Severodonetsk. Metsola (Ue): “Non possiamo accettare la pace a ogni costo”

Nella città del Donbass due morti e comunicazioni interrotte

31-05-2022 10:41
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Di Alessandra Fabbretti e Alessio Pisanò

ROMA – Mentre le forze russe sono alle porte di Severodonetsk, città del Donbass da giorni sotto attacco, il presidente Vladimir Putin ha confermato che in giornata sentirà l’omologo turco Racep Tayyip Erdogan. Lo ha annunciato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, stando a quanto riferisce l’agenzia di stampa Tass che già ieri aveva rilanciato l’intenzione del capo di Stato turco di riprendere la mediazione per raggiungere la fine delle ostilità.

“Sogniamo che questa guerra tra la Russia e l’Ucraina si concluda nella pace al più presto, perché sembra che più giorni passano, più gli eventi prendono una brutta piega” ha detto Erdogan, che ha confermato che quest’oggi telefonerà anche al presidente ucraino, Volodymyr Zelensky.

Quest’ultimo ieri ha compiuto la sua prima visita nell’est dell’Ucraina dall’aggressione russa del 24 febbraio scorso, in un momento in cui l’esercito russo ha raggiunto ormai la periferia di Severodonetsk: “Il 90% degli edifici è stato raso al suolo” ha denunciato il presidente, avvertendo che in città le comunicazioni sono interrotte a causa dei combattimenti. È stato il governatore di Lugansk, Serhiy Gaidai, ad annunciare che le truppe russe hanno sfondato la difesa ucraina: “Purtroppo abbiamo cattive notizie, il nemico sta entrando in città”, quindi ha descritto i combattimenti come “molto violenti” e ha confermato la morte di due civili nei raid russi.

A livello di diplomazia europea, il capo di Stato ucraino interverrà oggi da Kiev al summit d’emergenza dell’Ue convocato a Bruxelles per votare un ennesimo pacchetto di sanzioni alla Russia, una proposta in stallo da settimane, che prevede anche un blocco alle importazioni di petrolio e gas. All’emittente France Info l’alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’Ue, Josep Borrell, si è detto ottimista sulla possibilità di raggiungere un accordo: “Dobbiamo decidere all’unanimità” ha detto. “Ci sono stati intensi colloqui ieri pomeriggio e stamattina. Penso che questo pomeriggio potremo offrire ai vertici degli Stati membri un accordo”. Quindi ha chiarito che “non si tratta di un embargo” ma solo di “un blocco all’acquisto di petrolio russo da parte dei paesi europei”.

METSOLA: “UE NON PUÒ ACCETTARE PACE A OGNI COSTO”

“Con il cessate il fuoco dichiariamo una pace ai costi dell’Ucraina e del suo territorio e non penso che possiamo accettarlo come Unione europea. Non possiamo accettare una pace ad ogni costo”. Così la Presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, durante la conferenza stampa dopo il suo intervento al Consiglio europeo straordinario a Bruxelles. “Non possiamo accettare una pace senza giustizia e libertà“, continua Metsola. “Dobbiamo essere sicuri che l’Ucraina sia al tavolo e che nessun altro Paese possa decidere se la guerra sia finita o meno”, conclude la presidente dell’Eurocamera.

VON DER LEYEN: “SESTO PACCHETTO SANZIONI PRONTO IN 48 ORE”

“Abbiamo già lavorato bene e con successo con il quinto pacchetto, stiamo facendo lo stesso ora. Non è stato facile, ma la mia previsione è che il sesto pacchetto di sanzioni contro la Russia sarà pronto nelle prossime 48 ore“. Così la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, al suo arrivo per la Riunione straordinaria del Consiglio europeo a Bruxelles. Von der Leyen ha poi aggiunto: “Abbiamo solo un modo per avere successo, solidarietà all’Ucraina e unità dell’Europa”.

ORBAN: “INTESA SU SANZIONI SOLO SE NOSTRA SICUREZZA GARANTITA”

Per il premier dell’Ungheria Viktor Orban, non ci sono ancora le condizioni per un accordo sul sesto pacchetto di sanzioni alla Russia: “Siamo in questa difficile situazione a causa del comportamento irresponsabile della Commissione europea“, ha detto Orban al suo arrivo per la riunione straordinaria del Consiglio europeo a Bruxelles, che “propone sanzioni senza dialogare con i Paesi membri”. Per Orban si arriverà a un accordo solo quando sarà garantita la sicurezza energetica dell’Ungheria: “La nostra posizione è semplice: prima delle sanzioni serve proporre soluzioni. La soluzione dell’oleodotto va nella giusta direzione, ma servono garanzie in caso di incidenti”.

GEOANA (NATO): “MANTENERE LA PRESSIONE SU PUTIN”

Terminata la visita del vice segretario generale della Nato Mircea Geoana a Vilnius, in Lituania, per partecipare alla sessione primaverile dell’Assemblea parlamentare dell’Alleanza atlantica, incontrando anche il suo presidente, l’onorevole Gerald E. Connolly, nonché altri parlamentari e alti funzionari. Così in una nota stampa sull’incontro. Durante la sua visita, Geoana ha anche incontrato il ministro degli Affari esteri della Lituania, Gabrielius Landsbergis, il presidente del Seimas, il parlamento lituano, la signora Viktorija Cmilyte-Nielsen, Marie Agnes Strack Zimmermann, presidente della commissione per la Difesa in Germania Bundestag, rappresentanti della delegazione ucraina all’Assemblea parlamentare della Nato, e i presidenti dei parlamenti finlandese e svedese, Matti Vanhanen e Andreas Norlén.

Il vicesegretario generale ha osservato come i parlamentari dell’Assemblea parlamentare della Nato abbiano “un ruolo chiave nell’incoraggiare la pazienza strategica, il sostegno pubblico a lungo termine e l’unità tra i nostri ranghi” di fronte alla guerra in Ucraina. Ha aggiunto: “Abbiamo intensificato in modo significativo il nostro sostegno all’Ucraina. Dobbiamo essere preparati a mantenere la rotta e sostenere i nostri sforzi esercitando la massima pressione sul presidente Putin per porre fine a questa guerra e fare tutto il possibile per sostenere l’Ucraina a lungo termine”.

Nel concludere le sue osservazioni alla Sessione di Primavera dell’Assemblea Parlamentare della Nato, Geoana ha detto ai partecipanti che continua a contare su di loro, “come voce del nostro miliardo di persone. Come guardiani dei nostri valori democratici”, ha concluso.

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