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Sciopero nazionale della scuola, i sindacati: “Al fianco dei lavoratori”. Adesione al 13%

Negli istituti comprensivi e in qualche scuola media cancelli chiusi, mentre alle superiori a scioperare sono stati soprattutto gli studenti

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ROMA – Cancelli chiusi in diversi istituti comprensivi e in qualche scuola media, mentre alle superiori a scioperare sono stati più che altro gli studenti. È il bilancio dello sciopero della scuola indetto per oggi da Cgil, Cisl, Uil, Snals, Gilda e Anief. I dati ufficiali non sono ancora reperibili, ma si parla di una percentuale su base nazionale del 12-13% di adesioni. Numeri che però si differenziano molto tra i vari gradi di istruzione. All’Ic Valente di Roma, la dirigente scolastica Rosamaria Lauricella ha rilevato un’adesione di circa il 70% del personale. “Il disagio c’è stato ma ci eravamo organizzati per tempo, quindi eravamo pronti a far entrare gli studenti – ha commentato alla Dire – credo che questo tema del reclutamento sia molto sentito, e poi questo sciopero arriva in un momento di grande stanchezza di tutto il personale. Un segnale dal mondo della scuola che chiede di essere ascoltato”.

A Roma, cancelli chiusi all’Istituto Comprensivo ‘Nitti’, all’Istituto ‘Piazza Filattiera 84 – Plesso Torricella Nord, e in molte altre scuole. In altri istituti invece, i genitori, avvertiti del rischio, non hanno neanche provato a mandare i figli a scuola. Anche all’Istituto Comprensivo ‘Don Milani Dorso’ (Napoli), “la partecipazione è stata significativa – racconta la preside Annunziata Di Rosa – nelle classi della primaria ha scioperato il 40% dei docenti, nella secondaria di primo grado più del 50%. Il disservizio è stato inevitabile, non potevamo prevedere le adesioni, ma i genitori sono stati avvertiti tempestivamente ed era giusto che i docenti fossero liberi di scioperare e partecipare ai cortei e alle manifestazioni”.

Ma secondo Mario Rusconi, presidente dell’Associazione nazionale presidi Roma, “la partecipazione generale è stata bassa, si parla del 13% di adesione con punte maggiori del personale Ata, a dimostrazione che lo sciopero in questo momento di fine anno scolastico sia poco sentito – dice all’agenzia Dire – Non ci sono stati particolari disagi, nelle scuole superiori romane l’adesione degli insegnanti è stata bassa, più alta quella degli studenti“. Rusconi si dice comunque favorevole al decreto Reclutamento, “in cui si introduce un primo tentativo di valutare i docenti. Dire che gli aumenti devono essere dati a pioggia è un modo per non motivare”.

Della stessa idea anche Maria Teresa Corea, dirigente dell’alberghiero ‘Vespucci’ di Roma, dove “la partecipazioe allo sciopero c’è stata, ma non ci sono stati particolari disagi perché le scuole si erano organizzate”. La dirigente si è detta non favorevole allo sciopero, perché “la formazione è un dovere, e come dirigente dovrei poter indicare quali docenti possono aver bisogno di più formazione”. E sul reclutamento, per Corea “è giusto che chi entra nella scuola deve avere competenze, non può entrare chiunque. Cedo in una selezione e una valutazione del personale”. Anche all’Istituto ‘Einaudi’ di Roma, “non abbiamo avvertito disagi, c’è stata una percentuale di adesione bassissima che non ha creato disservizi – spiega alla Dire la vicepreside Marina Di Foggia – ma sicuramente era da tanto che non si avvertiva una risposta come questa risposta. Una risposta a un malcontento ormai diffuso ovunque, quindi sicuramente c’è qualcosa di cui tener conto”

LANDINI: “FORMAZIONE PER POCHI È INACCETTABILE”

“La Cgil sarà a fianco delle lavoratrici e dei lavoratori della scuola nello sciopero di lunedì 30 maggio”. Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini. “Uno sciopero- sottolinea il leader del sindacato di Corso d’Italia- per contrastare le norme introdotte nel decreto PNRR che tradiscono il patto per la scuola e negano il valore della partecipazione, del confronto e della contrattazione, come principali strumenti di valorizzazione e crescita delle professionalità che operano nel sistema di istruzione”.

“E’ inaccettabile- prosegue Landini- una formazione fatta per pochi, finanziata, peraltro, con i tagli di organico. Come pure sono inaccettabili le assenze di risposte per i precari che ogni giorno garantiscono il diritto allo studio”. “Le lavoratrici e i lavoratori della scuola saranno in piazza anche per rivendicare, ancora una volta, il diritto a un contratto giusto, per ampliare i diritti e garantire incrementi adeguati, in grado di ridurre la distanza dai salari europei”, conclude il segretario generale della Cgil.

SBARRA (CISL): “SOSTEGNO A SCIOPERO, NO TAGLIO A 9.600 CATTEDRE”

“Oggi siamo con le lavoratrici ed i lavoratori della scuola in sciopero per rivendicare il diritto a un contratto con incrementi retributivi adeguati, formazione, progressioni, stabilità per i precari, investimenti seri. No al taglio di 9600 cattedre. Il DL 36 va cambiato”. È quanto sottolinea su twitter il segretario generale della Cisl Luigi Sbarra sullo sciopero di oggi proclamato dai sindacati della scuola.

BOMBARDIERI: “AL FIANCO DEL SETTORE, DA GOVERNO ATTO INACCETTABILE”

“La Uil confederale è al fianco della Uil scuola, delle lavoratrici e dei lavoratori del settore che oggi incrociano le braccia per rivendicare il principio dell’autonomia contrattuale, per difendere la dignità della professione e per ottenere una giusta valorizzazione del proprio lavoro che è a beneficio degli studenti e delle loro famiglie”. Lo dice Pierpaolo Bombardieri, segretario generale Uil.
“Mentre è aperto un tavolo all’Aran- aggiunge-, il Governo è intervenuto unilateralmente, con decreto, per stabilire regole per il reclutamento e la formazione degli insegnanti: una decisione che mortifica la loro professionalità e calpesta la libertà della contrattazione. Quel provvedimento stabilisce un modello di formazione unico e obbligatorio per tutti, ma garantisce riconoscimenti economici solo a una parte dei soggetti coinvolti. Non assicura, inoltre, alcuna prospettiva alle decine di migliaia di precari che, da anni, attendono di essere stabilizzati. Tutto ciò è incomprensibile e inaccettabile. A queste lavoratrici e a questi lavoratori affidiamo il futuro dei nostri figli: meritano, dunque, il rispetto e il giusto riconoscimento per la loro attività che non è solo un lavoro, ma anche un impegno sociale e una missione civile”.

M5S: “MIGLIORARE IL DECRETO 36, PIÙ RISORSE E NESSUN TAGLIO”

“Il governo deve prestare massima attenzione alla protesta del mondo della scuola, oggi in sciopero. Dopo gli enormi sacrifici affrontati nel corso della pandemia, non è tollerabile pensare di chiudere la stagione degli investimenti inaugurata con il governo Conte II e mandare il messaggio di una nuova marginalizzazione della scuola con la prospettiva di tagli all’organico. Per questo il Movimento 5 Stelle sta lavorando in commissione Istruzione al Senato con le altre forze di maggioranza ed in coordinamento con i colleghi della Camera per migliorare il testo del Decreto 36 sul reclutamento dei docenti, con l’obiettivo di escludere possibili tagli nel futuro e modificare il percorso di formazione incentivata, mantenendo fermo il principio del concorso pubblico come fondamentale strumento di accesso al ruolo di insegnante ma eliminando storture insensate come i quiz a crocette. Concordiamo con i Sindacati quando invocano aumenti salariali adeguati: quelli prospettati non sono adeguati a dare dignità al personale scolastico anche alla luce dell’inflazione in atto. Servono più risorse”. Così gli esponenti del Movimento 5 Stelle in commissione Istruzione al Senato.

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2022-05-30T21:02:01+02:00