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Spadafora: “Serie A in chiaro? Dobbiamo evitare assembramenti, non escludo intervento normativo”

Il ministro dello Sport: "Io cerco sempre prima il dialogo, poi quando dall'altra parte non trovo persone disposte mi assumo le mie responsabilita'"
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ROMA – “Se provero’ a insistere affinche’ le partite di campionato siano trasmesse in chiaro? Sicuramente si’, abbiamo la necessita’ sanitaria di evitare assembramenti in luoghi pubblici da parte di persone che non hanno l’abbonamento tv, oltre a una questione di ordine pubblico. Io credo che debba esserci un segnale, che non vuol dire trasmettere tutte le partite in chiaro. Ho fatto un appello alla disponibilita’ dei broadcaster, provero’ questa mediazione ancora nei prossimi giorni e non escludo alcun intervento, neanche normativo se fosse necessario: io cerco sempre prima il dialogo, poi quando dall’altra parte non trovo persone disposte mi assumo le mie responsabilita’”. Lo ha detto il ministro per le Politiche giovanili e lo Sport, Vincenzo Spadafora, ospite di Tg2Post.

“E’ giusto che lo sport e il calcio siano il simbolo della ripartenza. E’ bene che si cominci dalla Coppa Italia e mi ha fatto piacere che” Figc e Lega di Serie A “abbiano accettato il mio auspicio: saranno tre belle partite (semifinali di ritorno e finale previsti dal 13 al 17 giugno, ndr) che vedremo sulla Rai, poi il 17 giugno quest’anno saranno 50 anni dalla bellissima semifinale Italia-Germania dei Mondiali 1970: c’e’ anche un valore simbolico, speriamo il 17 giugno di poter essere all’Olimpico per la finale”

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