In Friuli gelo su Unioncamere, la Camera di Commercio di Pordenone boccia la proposta

Il presidente Pavan: "Fusione con Udine non accettabile"
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TRIESTE – La Camera di commercio di Pordenone ha votato contro la proposta di Unioncamere, una bocciatura per molteplici motivi tra i quali: rideterminazione delle circoscrizioni territoriali, razionalizzazione e riduzione delle Aziende speciali, razionalizzazione delle singole Cciaa che in Friuli Venezia Giulia prevede la nascita non di un’ente camerale unico, ma la fusione con Pordenone.

Il presidente Pavan: “Fusione con Udine non accettabile”

Il presidente della Cciaa di Pordenone, Giovanni Pavan, ha sottolineato che “l’iter di riordino delle Camere di commercio e’ stato normato con disposizioni legislative che non tengono conto delle prerogative che le norme costituzionali e lo statuto di autonomia garantiscono alla Regione Friuli Venezia Giulia. La stessa ha infatti diritto di esprimere l’intesa sulle soluzioni prospettate in sede di conferenza Stato/Regioni e non un semplice parere”.

Il presidente ha quindi rimarcato che “gia’ esprimendo l’intesa per l’istituzione della Camera della Venezia Giulia la Regione aveva manifestato che questa aggregazione doveva costituire un primo passaggio per giungere alla creazione di un’unica Camera regionale e che questa volonta’ e’ stata anche recentemente ribadita dalla presidente della Giunta Regionale Debora Serracchiani“.

Quindi Pavan anticipa che Pordenone “si riserva di impugnare tutti i provvedimenti che venissero assunti in dispregio delle prerogative spettanti alla Regione Friuli Venezia Giulia”.

Il presidente, rimarcando che vi sarebbe una disparita’ troppo ampia tra i territori, chiede che Pordenone mantenga l’autonomia almeno fino a quando non nascera’ l’ente unico, ipotesi che vede l’appoggio di tutti i comuni del territorio che hanno sottoscritto un documento.

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