Firenze, geologo: “Anche fosse stata una frana, la perdita d’acqua c’è stata”

FIRENZE - "Abbiamo già acquisito le immagini dei
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FIRENZE – “Abbiamo già acquisito le immagini dei satelliti”, compresa la fotografia scattata alle 5.30 del mattino, 45 minuti prima del crollo in lungarno Torrigiani. “In giornata spero di poter avere le prime elaborazioni”. Il geologo Nicola Casagli, alla guida del team scientifico che sta studiando la frana, predica calma e pazienza per quel “contributo”, come lo definisce lui, che potrebbe arrivare dal suo lavoro e da quello dei suoi collaboratori. Si procede a ritroso, due anni indietro nel tempo, per ricostruire la verità immortalata dai satelliti radar dell’agenzia europea, di quelle ‘cartoline’ inviate dallo spazio. Il passaggio non è di poco conto: c’è stata prima una frana che ha insistito sulla tubatura tanto da spezzarla, oppure si è trattato di un’esplosione della condotta, del classico colpo d’ariete, che poi ha dato vita allo smottamento.

“Potremmo vedere le deformazioni al millimetro- spiega-, anche se, in entrambi i casi, è chiaro e lampante che c’entra l’azione dell’acqua”. In che senso? “Anche si fosse in presenza di una frana” lenta, latente, “la terra non si sarebbe spostata da sola. Molto probabilmente- spiega alla ‘Dire’ Casagli- saremmo in presenza di una perdita contenuta ma che con il tempo ha inzuppato il terreno” che, se si trattasse di questo, avrebbe cominciato a camminare lungo il pendio, verso l’Arno.

di Diego Giorgi, giornalista

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