Catania, studenti del liceo Galilei realizzano video per il Primo Maggio

Per sensibilizzare i coetanei sui diritti dei lavoratori e creare cultura sociale
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CATANIA – “Proviamo a immaginare di trovarci nella Chicago del 1866, papà, mamma e tutti i nostri fratelli dobbiamo lavorare per portare il pane a casa. La nostra giornata inizia presto, in estate si comincia a lavorare alle 3 del mattino, in inverno alle 5. Arriviamo in fabbrica, per fortuna abitiamo vicino”. Inizia così il video sulla festa nazionale del Lavoro e dei lavoratori dell’1 maggio realizzato da Pierfrancesco Biondi e Ida Baratti, studenti di terzo anno al liceo scientifico ‘Galilei’ di Catania. Seguendo il testo scritto da Pierfrancesco, le voci fuoricampo dei ragazzi accompagnano filmati di repertorio, in bianco e nero, in un collage di scene che raccontano le origini della giornata dedicata ai lavoratori, celebrata in Italia dal 1947.

“Un primo obiettivo è stato raggiunto– dicono Lorenzo e Ida- ma è necessario continuare a lottare, affinché i diritti dei lavoratori, che sembrano scontati, possano essere riconosciuti in tutte le parti del mondo”. “Lo sfruttamento nel lavoro è sempre esistito– commenta Ida- con forti ripercussioni fisiche e psicologiche, senza distinzioni di sesso e di età. Anche oggi, proprio come ieri, moltissimi bambini, ragazzi, anziani lavorano, sacrificando loro stessi per la loro famiglia”. “Lo sfruttamento minorile– interviene Lorenzo- la mancanza di leggi che tutelino chi lavora, è una realtà apparentemente lontana da noi, ma non deve essere dimenticata, deve anzi spronarci a lottare perché quei diritti sociali fondamentali vengano riconosciuti ai lavoratori di tutto il mondo, sulle cui spalle gravano le fatiche di molti”.

Le nuove generazioni sono, spesso, lontane dall’ambiente lavorativo ed estranee ai problemi sociali: “I mezzi di comunicazione di massa– aggiunge Ida- sono la chiave. Difatti, i cosiddetti nuovi media si rivelano ideali nella diffusione globale di informazioni, mettendo i ragazzi anche nelle condizioni di esprimere il proprio punto di vista e creare una vera e propria cultura sociale. Quindi, perché non usarli per fare del bene, per promuovere giustizia ed uguaglianza?”. “È proprio questa la ragione che ci ha spinti a realizzare questo video– concludono- sperando che anche altri ragazzi condividano questo pensiero e prendano, finalmente, una posizione”

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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