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Vaccini, i no vax contro il Comune di Rimini: “È persecuzione”. E Cesena fa ordinanza ‘fotocopia’

Le associazioni No Vax dell'Emilia-Romagna sono sul piede di guerra contro l'ordinanza di Andrea Gnassi che sospende e multa chi non è in regola. E a Cesena scatta provvedimento identico
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RIMINI – “Indignati”. Le associazioni regionali contro l’obbligo vaccinale attaccano a testa bassa l’ordinanza firmata dal sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, che stabilisce dal 26 aprile al 30 giugno il divieto di accesso agli asili nido e alle scuole d’infanzia a tutti i bambini i cui genitori non hanno adempiuto agli obblighi di legge, con una multa da 25 a 500 euro per ogni giorno di frequenza in violazione del provvedimento.

“Ci chiediamo innanzitutto- scrivono in una nota- in virtù di quale inadempienza, tutta ancora da dimostrare, scatterebbe questo provvedimento”. Senza dimenticare “l’importanza del diritto dei genitori di prendere decisioni informate in merito alla salute dei propri figli“, che comprende anche l’aspetto delle vaccinazioni obbligatorie. Dunque l’azione di Gnassi si configura come “una vera persecuzione” e viola il diritto alla segretezza sulle proprie scelte in campo medico. Non solo. Anche il diritto fondamentale all’educazione “non può essere negato a nessuno, tanto meno alle famiglie che si stanno dimostrando particolarmente premurose verso la salute dei propri figli”.

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L’ordinanza, sostengono Genitori del No Bologna, Imola, Modena, Ferrara, Parma, Reggio-Emilia, Unione Libera Scelta, La Scuola che Accoglie, Uniti per la Libertà di Scelta, Renovatio 21, “non potrà di certo essere giustificata come salvaguardia per la salute pubblica tanto più che, ad oggi, non risulta minacciata da nessuna situazione epidemiologica”. Gnassi, concludono, la fa in barba anche ad alcuni principi di bioetica: quello di Autonomia e quello di Non Maleficienza. I gruppi daranno dunque “tutto il supporto necessario alle famiglie riminesi che verranno colpite da tale sopruso”.

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E INTANTO COMUNE CESENA FIRMA ORDINANZA FOTOCOPIA

Anche il Comune di Cesena, dopo quello di Rimini in Romagna, fa scattare le misure nei confronti delle famiglie che non hanno ottemperato all’obbligo di vaccinazione per i bambini che frequentano il nido o la materna. Nelle strutture comunale sono 30 quelli non in regola. L’ordinanza firmata oggi dal sindaco Paolo Lucchi dispone la sospensione dei bambini non vaccinati che hanno continuato a frequentare le strutture scolastiche anche dopo la scadenza dei termini per adempiere all’obbligo e una multa per le famiglie che continueranno a portare i bambini a scuola anche dopo l’entrata in vigore del provvedimento, da un minimo di 25 euro a un massimo di 500 euro per ogni giorno di frequenza.

L’ordinanza rimarrà valida fino al 30 giugno, data di conclusione del calendario scolastico, e riguarda tutti i nidi e tutte le scuole dell’infanzia della città. Con questo provvedimento, sottolineano Lucchi e l’assessore ai Servizi per le persone Simona Benedetti, “si intende intervenire con efficacia direttamente applicativa a livello locale, rafforzando il divieto con una specifica sanzione. Tale azione risulta pienamente coerente con la posizione che il nostro Comune ha assunto e mantenuto fin dal 2016, nella convinzione che nulla sia più importante della tutela della salute collettiva e della tutela dei ragazzi con patologie già gravi che, ammalandosi, rischierebbero particolarmente”.

Per le scuole comunali coinvolte, sette nidi e nove scuole materne, la sospensione riguarda 30 bambini, pari al 3% del totale iscritti, che sono un migliaio. Non si conoscono invece i numeri degli interessati alla sospensione nelle scuole statali, in quanto si tratta di dati sensibili che potranno rendere noti le singole dirigenze scolastiche.

“Resta il rammarico- concludono i due amministratori- per la mancata adesione alla legge di queste famiglie e per un atto che avremmo preferito evitare per tutti”. Di certo “la responsabilità delle sospensioni resta in capo ai genitori coinvolti, che hanno continuato a scegliere con cognizione e convinzione la causa no vax”.

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