Siri, Conte: “Pazientate”. Toti: “Se non ha colpe resti al suo posto”

Il premier rimanda a data da destinarsi il verdetto su Siri indagato per corruzione: "Indirò una conferenza stampa quando avrò preso una decisione, non chiedete tutti i giorni"
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – “Vi chiederei un attimo di pazienza a tutti, sono disponibile a indire una conferenza stampa quando una decisione” sul caso Siri ” verrà adottata”, ma “non vorrei parlarne ogni giorno perché siamo nel pieno di un percorso e non è importante ogni singolo dettaglio. Lo dice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, parlando a Tunisi.

“Capisco che la stampa stia cercando di tirare in alto e in basso- aggiunge- ma la mia giacca, per quanto larga- aggiunge- non si lascia tirare più di tanto”.

LEGGI ANCHE: Conte: “Se necessario scollerò Siri dalla sedia”

TOTI: SE NON HA COLPE, RIMANGA AL SUO POSTO

“Fino ad ora l’equilibrio tra giustizia e politica, per timidezza della politica, è sempre stato falsato verso la prima. Credo che occorra un senso di responsabilità collettivo. Se Armando Siri è sicuro di non aver fatto nulla di male, come auspico per lui, si guardi allo specchio e rimanga dov’è perché la politica ha il compito di amministrare le cose dei cittadini e la magistratura di scoprire i colpevoli”. Così il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, a margine di una conferenza stampa risponde alle domande dei cronisti sul caso Siri.

Un avviso di garanzia non produce un colpevole in nessun ordinamento del mondo, men che meno in quello italiano- prosegue il governatore- la mia posizione in merito è semplicissima ed è quella scritta nella Carta Costituzionale, ovvero che i magistrati fanno i processi e decidono la colpevolezza o l’innocenza delle persone dopo tre gradi di giudizio e che ogni cittadino della Repubblica, compreso l’amico Siri, è considerato innocente fino al terzo grado passato in giudicato”.

LEGGI ANCHE: Siri accusato di corruzione, Di Maio: “Si dimetta”. Salvini: “Resti”, ma Toninelli ritira le deleghe

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»