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Cefalea cronica malattia sociale, l’intervista a Lazzarini (Lega) promotrice della legge

ROMA - Una vera e propria malattia dai risvolti sociali che nelle sue forme primarie (emicrania,
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ROMA – Una vera e propria malattia dai risvolti sociali che nelle sue forme primarie (emicrania, cefalea tensiva e cefalea a grappolo), colpisce in media circa il 12 per cento della popolazione. E’ la cefalea primaria cronica, talmente invalidante per chi ne soffre, da comportare ingenti costi economici e sociali. Chi ne viene colpito vede infatti gravemente compromessa la capacita’ di far fronte agli impegni di famiglia e di lavoro. Arianna Lazzarini (Lega), promotrice della legga approvata dalla Camera in prima lettura, dice: “Il voto della Camera e’ stato molto importante per tante persone, per i circa 7 milioni di italiani che da sempre soffrono di questa patologia. Finalmente- sottolinea in una intervista all’Agenzia Dire- dopo tanti anni e’ arrivato un riconoscimento importante.

La cefalea primaria cronica e’ stata riconosciuta come malattia sociale. Si tratta di una prima risposta fornita ai tanti pazienti che aspettavano con trepidazione un segnale da parte delle istituzioni”. La parlamentare della Lega, con una lunga esperienza di amministrazione sul territorio in Veneto, spiega che la proposta per il riconoscimento della cefalea primaria cronica “e’ frutto di un lungo lavoro iniziato nel 2011” quando era consigliere regionale in Veneto. “Sono stata spinta dalle accorate testimonianze di molti cittadini veneti e di molte associazioni- racconta- Sono orgogliosa del lavoro che abbiamo fatto. La malattia purtroppo e’ stata sempre definita invisibile nonostante i dati dell’Organizzazione mondiale della sanita’ che la considera tra le malattia piu’ importanti al mondo. La cefalea primaria cronica figura tra le prime dieci cause di disabilita’ al mondo. Non stiamo parlando- sottolinea Arianna Lazzarini- di un semplice mal di testa, come spesso si sente dire, ma e’ una malattia piu’ diffusa di quanto si possa pensare. In Veneto purtroppo c’e’ stato addirittura un caso di suicidio”.

In commissione e in aula alla Camera, la proposta a prima firma Lazzarini e’ stata approvata con “il consenso trasversale di tutte le forze politiche. Quando c’e’ in ballo la salute dei cittadini- dice la proponente- non ci sono divisioni tra i partiti. Quindi mi auguro che si faccia in fretta anche al Senato, anche perche’ l’Italia sarebbe in Europa il primo Paese ad averla riconosciuta”. Con il riconoscimento nazionale, conclude Lazzarini, “i pazienti potranno avere cure piu’ appropriate e costi piu’ certi. Coinvolgendo anche la Conferenza Stato-Regioni potremo avere anche stime piu’ certe sui numeri perche’ in tutte le Regioni ci sono centri specializzati di riferimento”. Criteri. L’obiettivo finale e’ quello di fare un Registro a livello nazionale dove si possano anche classificare le varie tipologie”. Quanto alla tipologia delle persone colpite, la deputata della Lega, spiega che colpisce “soprattutto le donne in eta’ riproduttiva. Prima si pensava che ne soffrissero soprattuto gli over 75, ora sappiamo che la patologia e’ molto diffusa nella popolazione tra i 20 e i 50 anni, ossia quelle in piena attivita’ lavorativa”.





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