Women’s Rights Caucus: “Ridotti gli spazi delle donne nella società civile”

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Aidos: "Ogni anno più difficile parlare di salute sessuale e riproduttiva"
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ROMA – Sono da qualche ora disponibili online al link https://www.unwomen.org/en/csw/csw65-2021#ac le conclusioni della 65esima sessione della Commission on the Status of Women (csw), il più importante organo intergovernativo dedicato all’uguaglianza di genere che ha terminato i suoi lavori venerdì 26 marzo, dopo che le negoziazioni si sono protratte fino al giorno finale della conferenza. Il Women’s Rights Caucus (Wrc), una coalizione globale di più di 200 organizzazioni femministe, network e collettivi che promuovono l’uguaglianza di genere alle Nazioni Unite, ha accolto con favore le conclusioni concordate e il rinnovo di un impegno globale per raggiungere l’uguaglianza di genere, ma segnala che “alcuni Stati e rappresentanti della società civile contro i diritti continuano a ostacolare un dialogo costruttivo e pluralista attaccando e ostacolando un effettivo slancio dell’agenda per l’uguaglianza di genere”.

Il Wrc, si legge in una nota stampa della coalizione, “ha fatto pressione affinché le conclusioni della csw includessero: le esperienze di tutte le donne, indipendentemente dall’orientamento sessuale, l’identità di genere, la disabilità, l’impiego, lo sieropositività, la razzializzazione, la situazione economica, lo status sociale, così come quello migratorio, la condizione di sfollate e rifugiate e l’appartenenza a comunità indigene; la tutela della salute e dei diritti sessuali e riproduttivi; la promozione della giustizia economica per donne e ragazze; il riconoscimento delle diverse tipologie di famiglie esistenti nel mondo”.

“La rappresentazione inclusiva di tutte le donne nell’agenda delle Nazioni Unite Donne, Pace e Sicurezza; il riconoscimento di diverse forme di violenza di genere e discriminazioni intersezionali come il razzismo, l’omofobia, la transfobia, il negare l’accesso a servizi per la salute sessuale e riproduttiva; il supporto alle difensore dei diritti umani delle donne e la fine dell’impunità per le minacce, molestie, uccisioni e rappresaglie contro di loro”.

Il consenso del Wrc alle conclusioni della 65esima sessione “dimostra il supporto multilaterale esistente per far avanzare i diritti umani di tutte le donne e ragazze- continua la coalizione- Nonostante le obiezioni di governi conservatori e di destra, il Wrc riconosce numerose aree chiave di avanzamento, tra cui: il riconoscimento delle opportunità come del rischio delle piattaforme online, che se da un lato hanno permesso la partecipazione di donne e ragazze ai processi decisionali, dall’altro necessitano di maggiori controlli per far sì che donne e ragazze non vengano colpite da minacce di violenza e molestie; il rinnovato impegno a contrastare gli impatti del Covid-19, in particolar modo per quelle donne e ragazze che sperimentano forme intersezionali di discriminazione e a intervenire con maggiore incisività per mitigarli”.

Nonostante il progresso, “quest’anno abbiamo assistito a vari interventi aggressivi da parte di persone anti-diritti, che si sono infiltrati negli eventi online utilizzando un linguaggio discriminatorio e tattiche perturbatrici con l’intento di boicottare, distorcere e minare i nostri diritti- denuncia il Wrc- Siamo particolarmente indignate dalla retorica e mobilitazione contro le persone transgender sempre più intensa. Un Women e Ngo-Csw devono assicurare spazi sicuri per chiunque durante la Csw, specialmente per quelle comunità che storicamente hanno sempre subito violenza e marginalizzazione”. Il Wrc esprime poi “preoccupazione per le crescenti sfide poste alla partecipazione della società civile alla Csw e ad altri spazi delle Nazioni Unite, amplificate dalle restrizioni per il Covid-19. Il problema costante della riduzione degli spazi di azione e interlocuzione è stato ancora più evidente quest’anno, a causa dello svolgimento online. La società civile rappresenta le comunità sul campo ed è imprescindibile, nonché svolge un ruolo cruciale nell’assicurarsi che gli Stati rispettino i propri obblighi”.

Un problema messo in luce anche dalla ong Aidos (Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo), tra le organizzazioni del Wrc: “Sono anni che chiediamo una maggiore partecipazione ai processi decisionali della Csw e di poter portare un contributo alle decisioni finali come delegazione della società civile- spiega all’agenzia di stampa Dire Serena Fiorletta, responsabile della comunicazione di Aidos ed esperta di femminismo transnazionale- Da questo punto di vista c’è stato un restringimento nel tempo e quest’anno, col Covid, la situazione è ulteriormente peggiorata, anche se avevamo chiesto che assieme alla delegazione governativa ci fosse una rappresentanza della società civile. Troviamo che sia grave e paradossale che le donne che lavorano sul campo e le attiviste non siano state ascoltate e abbiano dovuto portare avanti unicamente un processo parallelo, visto che il tema di questa sessione della Csw era proprio sulla leadership al femminile, sul ruolo delle donne nella vita pubblica e sulll’uguaglianza nella partecipazione nei processi decisionali“. Ma questo non è l’unico punto critico secondo la ong: “Siamo estremamente preoccupate- sottolinea Fiorletta- perché ogni anno diventa sempre più difficile parlare di salute sessuale e riproduttiva, non solo per la presenza di governi di destra e conservatori, ma anche per l’azione di grandi gruppi pro-life che entrano nei processi paralleli della società civile col tentativo di boicattore e ostacolare il lavoro della soceità civile pro-choice. Infine- conclude- c’è un grosso ostacolo della società conservatrici a parlare delle questioni lgbtqia+ che va assolutamente rimosso”.

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