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Milano, le nutrie di Lambrate soppresse col gas: il caso alla Camera

Una situazione che ha scatenato l'ira dei milanesi, e soprattutto delle associazioni in difesa degli animali
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Di Nicolò Rubeis

MILANO – Il caso delle nutrie di Milano arriva anche alla Camera. Le misure messe in campo dal Comune per arginare i problemi causati dagli animali (molto presenti nei corsi d’acqua del capoluogo lombardo, ndr), ‘accusati’ di sporcare, scavare cunicoli e mangiare fiori sulle tombe del cimitero di Lambrate, non sono piaciute alla deputata del M5S Arianna Spessotto, che sul tema, durante i lavori d’Aula di ieri, ha chiesto chiarimenti in un’interrogazione al ministro per la Transizione Ecologica Roberto Cingolani.

Infatti, una volta autorizzata dall’amministrazione la cattura degli animali, sono state posizionate gabbie e trappole nelle vicinanze dei canali interessati. Ma stando a quanto riferiscono le associazioni animaliste cittadine, sarebbe partita anche “la loro soppressione con il gas”. Le catture dovevano concludersi inizialmente entro dicembre del 2020, ma sono state poi prorogate fino alla fine di marzo 2021. Una situazione che ha scatenato l’ira dei milanesi, e soprattutto delle associazioni in difesa degli animali, che chiedono a gran voce di interrompere le uccisioni e intervenire magari con alternative come l’accoglienza in rifugi o la sterilizzazione (già in atto a Torino).

D’accordo con loro anche la deputata Spessotto, che, facendosi portavoce di una tesi sostenuta dagli animalisti, sottolinea che l’uccisione “non necessaria” delle nutrie, “per la quale sono stati spesi 20 mila euro di fondi pubblici”, potrebbe addirittura essere punibile “secondo l’articolo 544-bis del codice penale”, il quale prevede dai quattro mesi ai due anni di reclusione per chiunque uccide un animale “per crudeltà o senza necessità”.

Inoltre, per la pentastellata, “l’amministrazione comunale si sarebbe richiamata impropriamente al piano di eradicazione regionale”, intervenendo al di fuori delle premesse che lo giustificano, “quali danni a colture, argini o specie di volatili da proteggere. Tra l’altro- sottolinea Spessotto- il proliferare della nutria è un fenomeno riconducibile all’uomo, che l’ha prelevata dal suo territorio di origine per motivi economici, allevandola anche qui in Italia per farci delle pellicce”.

Insomma, la grillina chiede a Cingolani se il governo sia a conoscenza dei fatti illustrati e se ritenga opportuno “stabilire criteri e regole nazionali più rispettosi per gli animali”, invitandolo anche a vietare “atti crudeli motivati da interventi di tutela di qualsiasi natura”.

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