Il contagio rallenta ma non si arresta, altri 15 giorni di stop

L'editoriale del direttore Nico Perrone per Direoggi
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ROMA – Tutti guardano al 3 aprile, quando scadrà il decreto che ha bloccato e chiuso in casa tutto il Paese. Ma il giorno prima, a quanto si apprende, il Governo annuncerà un nuovo provvedimento che allungherà lo stop per altri 15 giorni.

E’ vero quanto dicono gli scienziati, il contagio mostra segni di rallentamento ma non si è ancora arrestato. Per questo bisogna stare in casa ancora per altre due settimane e solo a quel punto, visto l’andamento, si tornerà a parlare di ‘riapertura’. Che comunque sarà scaglionata, per territori e attività. Anche il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha detto che non si può continuare a bloccare tutto il Paese ancora a lungo.

Sul versante europeo, dopo il ‘no’ dei paesi del Nord, il Commissario europeo all’economia, Paolo Gentiloni, prosegue nella trattativa e sembra aver trovato uno spiraglio per arrivare ad un accordo: legare i cosiddetti ‘coronabond’ a progetti mirati e non generalistici.

Per quanto riguarda i problemi interni, il centrodestra è partito all’attacco del Governo giudicando non sufficienti i 400 milioni di euro messi a disposizione dei comuni italiani per assistere le famiglie che devono acquistare generi alimentari. Da parte della maggioranza di Governo si fa presente che sono i primi fondi e che altre misure arriveranno con il prossimo decreto di aprile.

Per quanto riguarda la crisi delle imprese e il ricorso alla cassa integrazione, rispetto ai consulenti del lavoro che paventano il rischio di tempi lunghi a causa della burocrazia per avere i soldi, il Governo in questo momento sta incontrando Inps, Abi e parti sociali proprio per trovare un accordo: i soldi agli interessati verranno anticipati subito dalle banche in tempi rapidi.

LEGGI DIREOGGI | EDIZIONE DEL 30 MARZO 2020

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