VIDEO | Coronavirus, Dg Asl Roma 1: “Riconversione San Filippo Neri in Covid Hospital è motivo di orgoglio”

"Ospedale forte dopo 5 anni rilancio. Coniugi cinesi in netto miglioramento"
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ROMA – La riconversione nell’arco di una settimana dell’intero padiglione D dell’ospedale San Filippo Neri in Covid Hospital, che da sabato scorso ha iniziato a ospitare i primi pazienti; il monitoraggio continuo dei residenti positivi ricoverati e in isolamento domiciliare, ma anche la capillare verifica di case di riposo, Rsa e comunita’ religiose, fonte di possibili focolai. Sono alcune delle azioni messe in campo dal direttore generale dell’Asl Roma 1, Angelo Tanese, in accordo con la Regione Lazio, per affrontare la pandemia di coronavirus.

“E’ un bellissimo segnale quello che ha dato il San Filippo Neri- ha detto Tanese in un colloquio Skype con l’agenzia Dire- Ringrazio tutto il personale, per loro e’ un orgoglio sapere di dare un contributo importante al servizio sanitario regionale proprio da quell’ospedale che nel 2012 si pensava potesse chiudere. Se negli ultimi cinque anni non avessimo fatto un lavoro cosi’ importante di rilancio della struttura, oggi non saremmo cosi’ forti“. 

Tanese ha quindi sottolineato che “allestire un padiglione nell’arco di una settimana e’ stata un’operazione complicata sia dal punto di vista organizzativo, perche’ abbiamo dovuto spostare i reparti presenti, sia dal punto di vista di formazione dell’equipe, perche’ il nostro ospedale non ha un reparto dedicato alle malattie infettive, quindi la preoccupazione era quella di poter operare in sicurezza. Abbiamo fatto una formazione a tutti sull’utilizzo dei dispositivi, abbiamo disegnato i percorsi con i colori, abbiamo rifatto la segnalatica, e siamo intervenuti strutturalmente sugli impianti per aumentare la potenza dell’ossigeno”.

LA RICONVERSIONE DELL’OSPEDALE SAN FILIPPO NERI

Il piano per il San Filippo Neri prevede un’attivazione di posti letto progressiva. Dopo i primi 20 aperti sabato scorso, “mercoledi’ apriremo un piano interamente dedicato alla terapia intensiva con stanze singole- ha spiegato Tanese-. Poi nella seconda settimana di aprile ci saranno altri 20 posti letto e in base al piano regionale ragioneremo se aprirne ulteriori 20. Ricordo che stiamo ricoveriamo pazienti che arrivano da altri ospedali che non hanno la possibilita’ di ricovero perche’ non sono Covid hospital. Al momento abbiamo gia’ preso 5 pazienti“. La situazione di casi positivi nell’Asl Roma 1 per ora sembra non destare preoccupazione. “Noi ogni giorno monitoriamo il numero dei nostri residenti positivi- ha sottolineato Tanese– Abbiamo pazienti residenti ospedalizzati, abbiamo pazienti a domicilio che seguiamo direttamente noi perche’ gli abbiamo fatto il tampone e li teniamo a casa perche’ non necessitano di ricovero, e poi abbiamo una terza tipologia di pazienti che sono quelli invece che vengono dimessi da ospedali o da pronto soccorso di altre strutture e tornano a domicilio e che dobbiamo monitorare. Infine stiamo molto rafforzando la verifica su case di riposo, Rsa, comunita’ religiose perche’ abbiamo dei casi, pochi all’interno di queste strutture, pero’ vanno analizzati con grande attenzione”. Tra i ricoverati al San Filippo Neri c’e’ anche la coppia di coniugi cinesi, primi casi positivi di coronavirus nel Lazio, ricoverati per oltre un mese allo Spallanzani. “Entrambi stanno facendo un trattamento riabilitativo- ha concluso Tanese– Sono in netto miglioramento, la moglie si muove ancora con il deambulatore, ma l’umore e’ ottimo. Tra l’altro sono tornati nell’azienda che per prima venne chiamata in regione quel famoso 30 gennaio perche’ erano ospiti di un hotel sul nostro territorio. Siamo stati i primi a intervenire e ora li riconsegneremo totalmente guariti”.

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30 Marzo 2020
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