Caldoro: “De Luca sarà ricordato come il presidente bugiardo”/VIDEO

Intervista all'ex governatore campano Stefano Caldoro (Forza Italia), oggi capo dell’opposizione in Consiglio regionale
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NAPOLI – “De Luca? Le cose che dice sono ben oltre le righe. Si cerca di interpretare il personaggio, di capire se lo fa di proposito o no. Io penso che sia un bugiardo, racconta bugie e menzogne. Verrà ricordato come il presidente della Regione Campania bugiardo”. E’ l’accusa che Stefano Caldoro (Forza Italia), capo dell’opposizione in Consiglio regionale, lancia al governatore Vincenzo De Luca. Durante un’intervista rilasciata all’agenzia Dire, Caldoro ricorda come la vittoria dell’ex sindaco di Salerno alle regionali del 2015 sia stata frutto “di un tradimento e come tutte le cose frutto di tradimento non ha un buon futuro. Il Pd – spiega – aveva un vantaggio enorme e i sondaggi di quei giorni davano me, così come il candidato pugliese o calabrese, dietro di 10 punti. Mi fu comunicato che era tecnicamente impossibile vincere e invece noi ce l’avevamo fatta. Chi stava con me fino al giorno prima invece di indossare la maglia che aveva indossato nei 5 anni precedenti, l’ultima notte ha scelto di scendere in campo con un vestito diverso, falsando i numeri. Mi riferisco a due liste: l’Udc, per 5 anni al governo con il centrodestra, e un gruppo staccatosi di Forza Italia, quelli che sono stati definiti amici di Nicola Cosentino. Così, il dato è cambiato”.

L’ex ministro del governo Berlusconi spiega di essere disposto, oggi, “a dare una mano a questo governo regionale perché l’esperienza conta. Ma io – continua – ho riconosciuto al mio predecessore (Antonio Bassolino, ndr) le cose che ha fatto. Invece oggi vedo le inaugurazioni di questi giorni in cui la giunta De Luca non ha messo né una firma e né tantomeno un euro per quanto realizzato, ha solo comprato un paio di forbici e un nastro da tagliare“. E’ la “serietà” il modello proposto da Caldoro “e mi auguro – sottolinea – che questo mio modello di governo sia rappresentato da giovani, sia aperto al mondo della società civile, improntato a un forte rinnovamento: un mix molto diverso dal concetto di rottamazione”.


SANITÀ, CALDORO: AVEVAMO RECUPERATO 3 POSIZIONI, TORNIAMO ULTIMI

“Sulla sanità avevamo superato 3 Regioni italiane, ora siamo tornati ultimi”, dice Caldoro. “Non credo che i cittadini campani non si accorgano che la sanità è peggiorata in due anni. Guardiamo il caso barelle, una grande menzogna. Io – spiega – quel problema così grave non l’ho avuto perché la sanità è peggiorata. Questo vuol dire che chi c’era prima era più bravo“. Caldoro rivendica anche lo sblocco delle assunzioni “dopo 7 anni di paralisi – aggiunge -. Io ho firmato il primo decreto per mille nuovi posti nella sanità campana. A chiusura ce ne saranno 2mila o 3mila e speriamo anche di più. Noi semplicemente lavoravamo per una sanità migliore e le cose oggi sono peggiorate”.


“LEADER È BERLUSCONI, RAPPRESENTA SINTESI”

“Per la leadership del centrodestra penso che si debba partire da Berlusconi, è il punto di riferimento, rappresenta la sintesi tra le forze del centrodestra”. Lo spiega l’ex governatore Caldoro (Forza Italia). “Non guardo solo al tema della candidatura – precisa – ma in termini di responsabilità Berlusconi è un punto di riferimento e la regìa del centrodestra deve essere incentrata su di lui per ragioni ovvie: Forza Italia ha la visione più moderata e Berlusconi è il leader di Forza Italia”. L’ex ministro afferma di non avere “l’esigenza di candidarsi alle politiche. Ho già un ruolo importante, non secondario rispetto a quello di parlamentare. Ma sento la responsabilità di fare in modo che alle politiche tutto il centrodestra sia compatto”.

Caldoro rivendica poi la sua storia “da socialista e riformista che pensa che il vero riformismo si faccia con i partiti di governo e la sinistra spesso ha dimostrato di non saper governare. Rivendico la mia storia ma con l’obiettivo di cambiare, anche a costo di non essere popolari e far demagogia, ma bisogna realizzare un vero cambiamento per questo Paese”. La strada giusta è quella del centrodestra “anche perché le poche e grandi riforme che si ricordano – sentenzia – sono del periodo dei governi Berlusconi: sono state riforme vere non quelle proposte con il referendum recentemente bocciato”.


“SALVINI? NON CREDO IN SUA LEADERSHIP”

“Non credo in una leadership di Matteo Salvini”, dice Caldoro. Intervistato dall’agenzia Dire, l’ex ministro ricorda come la Lega Nord sia “un partito territoriale e una leadership territoriale, quella di Salvini, non può diventare leadership nazionale“. Il segretario della Lega “fa la sua parte – sentenzia Caldoro – difendendo le ragioni del Nord. Se poi tenta di venire al Sud e presentare una lista nazionale, questo non ha senso: se vieni al Sud devi dire che vuoi togliere soldi al Nord ma questo non può dirlo altrimenti non lo votano più. Salvini continuasse a lavorare bene con i suoi, con Zaia e Maroni, bravissimi ex ministri e oggi presidenti di Regioni molto bravi, ma facendo gli interessi del Nord”.


“ASSEGNI DI SOSTEGNO È PROPOSTA SUBITO REALIZZABILE”

“Un piano contro la disoccupazione? Ho fatto una proposta in campagna elettorale che oggi viene rilanciata e non si tratta del reddito di cittadinanza che propongono i 5 Stelle. Per quella soluzione è fin troppo difficile trovare una copertura economica”. Caldoro annuncia un piano di sostegno al reddito “che ricalca il modello tedesco: dare un sostegno reale a chi non può permettersi un tetto, cibo e riscaldamento. Una situazione temporanea che permetterebbe – spiega – a chi è in difficoltà, anche ai disoccupati, di poter andare avanti e magari trovare un lavoro. La mia idea era di usare i fondi europei, già impiegati per politiche passive, cioè di sostegno al reddito, per finanziare una misura che è strutturale, l’unica iniziativa vera e non un reddito di cittadinanza, un mero slogan non applicabile“.

Sul lavoro “servono politiche attive – dice l’ex ministro per l’Attuazione del programma di governo – un mix giusto è quello che unisce l’attività sul territorio e le politiche nazionali e europee. Poi, è il mondo produttivo che produce lavoro vero pensando ai grandi numeri, non si può creare sempre lavoro drogato. Per attrarre le imprese, soprattutto al Sud e in Campania, bisogna creare condizioni per fare in modo che abbiano convenienza venendo ad investire ma se le infrastrutture non si realizzano, se la logistica e i trasporti restano quello che sono, è difficile che questo si realizzi. Noi dobbiamo invertire la tendenza e dare un segnale forte: che al Sud si può fare“.

di Nadia Cozzolino, giornalista


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