Brexit, il rettore di Unicusano: “Spero in un’uscita morbida”

"Sarebbe vantaggioso per tutti avere una uscita morbida, non traumatica, mantenendo gli accordi e senza prendere posizioni rigide"
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ROMA – “L’impatto della Brexit è tutto da decifrare. E’ un processo che andrà avanti per due anni attraverso tappe periodiche e prestabilite fino al 2019 quando l’operazione dovrebbe concludersi”. Lo ha dichiarato Fabio Fortuna, magnifico rettore dell’Università Niccolò Cusano, intervenuto su Radio Cusano Campus.

“Nel frattempo- ha continuato- dovremo capire quale atteggiamento la Gran Bretagna avrà verso il resto d’Europa, ma anche quale atteggiamento avrà l’Unione europea verso la Gran Bretagna. Se il buon senso animerà l’operazione, dovrebbe concretizzarsi un’uscita quanto più possibile morbida, tale da non arrecare pregiudizio forte né alla Gran Bretagna né all’Unione europea. Nei comportamenti sia dell’uno che dell’altra sembra che, almeno in alcune dichiarazioni, il buon senso manchi, mentre sarebbe vantaggioso per tutti avere una uscita morbida, non traumatica, mantenendo gli accordi e senza prendere posizioni rigide. Se andiamo indietro nel tempo e ripercorriamo un po’ questi mesi, quando si è prefigurata la Brexit, tranne qualche momento particolare non mi sembra di ricordare grandi contese o dichiarazioni provocatorie dall’una o dall’altra parte; e mi auguro che continuino a non esserci neanche in futuro. La dichiarazione di oggi della Merkel mi sembra intelligente: nessuno si augurava che la Gran Bretagna uscisse dall’Unione europea, ma ciò è avvenuto”.

“Io- ha detto ancora il rettore dell’Università Niccolò Cusano- intervenni in radio proprio la mattina in cui i mercati accusavano qualche ripercussione dopo la Brexit dicendo che non era la fine del mondo. I sistemi economici attuano degli equilibri. Il mondo non è mai finito quindi se succede qualcosa si trovano idonee contromisure. Il motto è: uscita morbida e buon senso da parte di tutti”.

“Ho ripetuto più volte ciò che Padoan ha dichiarato oggi- ha aggiunto Fortuna- la Brexit sarà una grande opportunità per l’Italia che potrebbe diventare un Paese di riferimento insieme a Francia e Germania, cosa che fino a quando era presene la Gran Bretagna non era mai avvenuta. Abbiamo detto più volte che l’Italia avrebbe dovuto sfruttare l’occasione posizionandosi fra i Paesi più importanti dell’Unione europea e questa opportunità deve essere colta in assoluto. E Milano, la nostra unica piazza finanziaria evoluta, ha la possibilità di diventare un punto di riferimento se ci sarà un probabile decentramento di alcune grandi imprese finanziarie e il trasferimento di qualche attività dalla City londinese. Siamo però sempre nel campo delle probabilità, non credo che gli inglesi rinuncino al ruolo che hanno esercitato per decenni, per cui vedo più probabile una serie di accordi che consentano di mantenere a Londra alcune sedi importanti. Anche perchè- ha concluso- non si osserva nessun fuggi fuggi generale, però è evidente che Milano in questa prospettiva può assumere un ruolo nuovo all’interno degli equilibri dell’Unione europea”.

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