G7, la Sardegna non ci sta: “In Sicilia? Ragioni di puro potere”

CAGLIARI - "La fuga del G7 da La
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CAGLIARI – “La fuga del G7 da La Maddalena ha del clamoroso. I giornali dicono che andrà in Sicilia per ragioni di sicurezza. Allora: ci si sposta da una zona a rischio sismico nullo a una ad alto rischio; si va via da una regione che non ha fenomeni di criminalità organizzata di rilievo, almeno assimilabili a Cosa Nostra e alla ‘ndrangheta, in una regione che è la patria di una delle più forti organizzazioni criminali. Qui siamo di fronte a ragioni di potere, di puro potere“. Interviene così l’assessore ai Lavori pubblici Paolo Maninchedda, dopo le indiscrezioni secondo le quali il Governo avrebbe già deciso la destinazione del prossimo vertice dei grandi del mondo: non più Toscana o Sardegna, le ipotesi finora più accreditate, ma la Sicilia.

“Ovviamente ci sarà l’ennesimo annuncio mendace del Governo italiano- attacca Maninchedda- il Governo stanzierà i soldi per mettere a posto La Maddalena”. E da dove li tirerà fuori, se non ha neanche le lacrime per piangere?- si chiede il presidente del Pds- la beffa forse sarà che i soldi saranno quelli dei Fondi di sviluppo e coesione della Sardegna: la Sardegna pagherà i danni fatti dallo Stato- conclude- datemi retta, mandiamoli al diavolo. A noi serve libertà, non elemosina“. Sull’argomento interviene anche il capogruppo dei Cps Pierfranco Zanchetta (Upc): “La Regione Sardegna non molla. Il presidente Pigliaru, col quale ho discusso della questione ieri pomeriggio durante i lavori della finanziaria è in contatto con palazzo Chigi per avere conferme sulla scelta di Taormina e per trovare altre importanti compensazioni per La Maddalena. Il Governo non può lavarsene le mani dopo i danni che sono stati provocati con il G8 del 2009. Abbiamo il diritto di essere risarciti e di risanare l’ex arsenale per farlo diventare un polo produttivo del turismo nautico”.

di Andrea Piana, giornalista

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