Arrestato il sindaco di Ischia Giosi Ferrandino, l’accusa: tangenti per 330.000 euro

Il sindaco di Ischia, Giosi Ferrandino, del Pd,
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Giosi FerrandinoIl sindaco di Ischia, Giosi Ferrandino, del Pd, è stato arrestato questa mattina con l’accusa di aver intascato una tangente da 330.000 euro nell’ambito dell’inchiesta della procura di Napoli su un giro di mazzette pagate per portare il metano nei comuni dell’isola campana. Il primo cittadino dell’isola è anche accusato di aver ottenuto una serie di favori, ovvero l’assunzione come consulente del fratello e almeno un viaggio in Tunisia. Il tutto, tangente compresa, pagato dalla coop Cpl Concordia.

I commenti politici non sono tardati ad arrivare. “Tangenti, cooperative, camorra, corruzione. In galera sindaco di Ischia (Pd) e altre 9 persone. Compagni che sbagliano” ha commentato il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, su Twitter. “Ogni mattina un piddino si sveglia e sa che sarà arrestato” aggiunge Manlio Di Stefano, deputato M5S.

“Nessun provvedimento ha riguardato la cooperativa e le societa’ del Gruppo” ha fatto sapere invece la coop Cpl Concordia. “Confermiamo la fiducia nell’operato della magistratura e, nel caso i fatti addebitati trovassero conferma, la società si riserva di prendere i provvedimenti necessari per tutelare le attivita’ di
un gruppo imprenditoriale attivo da 116 anni che da’ lavoro a 1800 persone”.

Nelle intercettazioni è apparso anche il nome di Massimo D’Alema, che però non è accusato di nulla, per il rapporto tra la coop e la sua associazione Italiani europei. L’esponente del Pd ha però fatto sapere che “diffondere notizie e intercettazioni che non hanno alcuna attinenza con le vicende giudiziarie di cui si occupa la procura di Napoli è scandalosa e offensiva. Certamente ho rapporti con CPL Concordia, per cui tenni anche una conferenza in occasione della sua assemblea annuale. Ho rapporti con CPL come con altre cooperative e aziende private ma non ho avuto alcun regalo ed è ridicolo definire l’acquisto di 2000 bottiglie di vino in tre anni come un ‘mega ordine’, peraltro fatturato e pagato con bonifici a quattro mesi. Do mandato all’avvocato Gianluca Luongo di difendere la mia reputazione in ogni sede”.

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