venerdì 11 Settembre 2026

Binaghi: “Sono indagato come Meloni e Sinner, che onore”

Il Presidente della Federtennis: "La Procura federale mi accusa di dichiarazioni lesive contro Malagò. Ma non mi intimidiscono. Quest’indagine è il mio Collare d’oro"

ROMA – “Mi viene in mente Andreotti quando diceva che a pensar male si fa peccato, ma qualche volta ci si azzecca. Nel 2023 durante la Davis ero stato richiamato dal Garante per un’intervista in cui avevo criticato Malagò. Sono stato invitato due volte a chiarire il mio pensiero e la vicenda è stata archiviata. Dai rumors che mi arrivano, in Giunta Coni si è discusso su un eventuale intervento del Garante in merito a una mia altra recente intervista. Pensi che onore, sono indagati Meloni e Sinner, e ora lo sarei anche io”.  Il presidente della Federtennis Angelo Binaghi dice a Repubblica che dovrà rispondere alla procura federale perché è accusato di dichiarazioni lesive e violazione del codice di comportamento. Il fascicolo è stato aperto alla fine del 2024.

“Vado fiero delle mie idee, nessuno può intimidirmi. Se mai fosse, chiederei un processo a porte aperte con la tv. Voglio potermi esprimere con gli stessi diritti e limiti che sono garantiti per legge a tutti i cittadini italiani. Se il problema è cosa dico, mi denuncino alla procura della Repubblica. Quest’indagine è il mio collare d’oro, mettiamola così“.

Binaghi parla anche della parecchio criticata assenza di Sinner al Quirinale: “Jannik fa notizia sempre, per quasi trent’anni noi al Colle non ci siamo mai passati, adesso è la terza volta in quattro anni. Se tutto va bene, nel futuro farà notizia se chiuderemo una stagione senza una grande vittoria. Mi preoccuperei molto meno del suo stato fisico e molto di più di quegli aspetti relativi alla sfera emozionale e relazionale. Ha bisogno di stare con gli amici veri e le persone con cui è cresciuto. Ha diritto agli svaghi. Vogliamo tutelare un ragazzo che valorizza l’Italia con immagine e condotta impeccabili? Allora accettiamo di lasciarlo in pace. Altrimenti costringiamolo ad andare o a Sanremo o da Vespa. Quelli che oggi fanno i censori di Jannik sono gli stessi che lo hanno massacrato perché rinunciò a Tokyo o alla Davis per allenarsi“.

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