Stasera vertice di maggioranza per dire: “Ci siamo e vogliamo durare tre anni”

L’editoriale di Nico Perrone per DireOggi
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ROMA – Dopo i festeggiamenti del Pd per aver fermato l’avanzata leghista in Emilia-Romgna e i pianti del M5S per la batosta elettorale, è tempo di rilanci. Stasera a Palazzo Chigi ci sarà un vertice, presente Giuseppe Conte, per mettere a punto la nuova agenda delle priorità del Governo. Tutti hanno bisogno di marcare il territorio, far vedere che contano e sono capaci di portare a casa risultati concreti per i cittadini elettori. Con un occhio a maggio quando ben sei Regioni saranno chiamate alle urne per eleggere presidente e nuovo Consiglio regionale. Un appuntamento che non può prescindere dall’azione del Governo, dai risultati che occorre raggiungere presto, in tempo per convincere gli elettori. La lista delle rispettive urgenze, che i rappresentanti dei partiti metteranno sul tavolo di Conte, sarà lunga. Toccherà al presidente del Consiglio trovare una sintesi e gli obiettivi che concretamente si potranno raggiungere nel breve periodo. A partire dallo sviluppo e dal lavoro. Quanto è accaduto ieri sera fuori dal ministero dello Sviluppo economico sulla vertenza Whirlpool con i sindacalisti assaliti dai lavoratori inferociti, ha fatto suonare più di un allarme: occorre trovare soluzioni per aumentare i posti di lavoro, altrimenti l’esasperazione potrebbe raggiungere livelli di alta pericolisità. 

Per quanto riguarda il dibattito interno al M5S tutto tace. Si prosegue con la vecchia linea, ribadita ancora oggi dal reggente Vito Crimi. Quanto durerà la tregua? Soprattutto, quando si voterà a fine marzo il taglio dei parlamentari e sarà chiaro che saranno tanti quelli che resteranno a secco di poltrona, che faranno? Continueranno a pagare la tassa alla piattaforma Rousseau o si sganceranno? Con quali conseguenze? Nel Pd, dopo la vittoria di Bonacccini, verrà presto il momento in cui il segretario Nicola Zingaretti dovrà presentare la sua proposta su come intende cambiare e rinnovare i Dem. Anche qui, con le correnti in ballo e i meno posti disponibili per il futuro, ci saranno momenti di tensione, perché gran parte degli attuali parlamentari sono stati scelti quando imperava Matteo Renzi. Non sarà facile per il segretario far piazza pulita, con il rischio di esser messo in minoranza.

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30 Gennaio 2020
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