VIDEO | Whirlpool, Tibaldi (Fiom-Cgil): “In arrivo una grande manifestazione nazionale al Nord”

La mobilitazione dovrebbe svolgersi nella seconda metà di febbraio a Pero, in provincia di Milano, sede del quartier generale di Whirlpool Italia
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NAPOLI – “Domani ci sarà il primo sciopero di quattro ore a Varese, lo stabilimento che lavora di più. La mobilitazione proseguirà con un’ulteriore tornata di sciopero, si muoveranno tutti gli stabilimenti e nelle prossime settimane arriveremo a una grande manifestazione nazionale al Nord“. Questo, spiega Barbara Tibaldi della segreteria Fiom-Cgil nazionale, il cronoprogramma delle prossime azioni di sindacati e lavoratori per salvare lo stabilimento Whirlpool di Napoli, dopo l’ennesima fumata nera di ieri durante il tavolo al ministero dello Sviluppo economico.

A quanto apprende la Dire, la mobilitazione nazionale per Whirlpool dovrebbe svolgersi nella seconda metà di febbraio a Pero, in provincia di Milano, sede del quartier generale di Whirlpool Italia.

“Il problema non è solo Whirlpool – spiega Tibaldi al termine di un’assemblea dei lavoratori nella fabbrica napoletana di via Argine – ma tutte le nazionali che vengono qui, ci imbrogliano e poi lasciano solo desertificazione industriale”.

TIBALDI: “IL LEGAME DI FIDUCIA CON I LAVORATORI DI NAPOLI NON SI É ROTTO”

“Il legame di fiducia con i lavoratori di Napoli non si è rotto”, aggiunge Tibaldi.  Anche durante l’incontro di oggi nello stabilimento tra operai e sindacati i toni sono stati piuttosto accesi ma, al termine dell’assemblea, sono gli stessi lavoratori a precisare che “nessuno ce l’ha con i sindacati.

C’è stato un piccolo disguido – spiega un’operaia Whirlpool – dovuto alla rabbia e alla stanchezza. Noi siamo con i sindacati, loro ci aiutano, siamo sempre e solo contro il governo”. Anche i sindacati fanno un mea culpa rispetto alle tensioni che si sono verificate ieri dopo il tavolo sulla vertenza al ministero dello Sviluppo Economico.

“Il sindacato – afferma Tibaldi – avrebbe dovuto essere più attento. Ieri è stata una brutta giornata ma ora tutta Italia è pronta a mobilitarsi per questa vertenza”.

CONFERMATO LO SCIOPERO DI 8 ORE IN TUTTI GLI STABILIMENTI WHIRLPOOL E IL BLOCCO DEGLI STRAORDINARI

Si è svolta nello stabilimento Whirlpool di Napoli l’assemblea dei lavoratori chiamati a discutere con i sindacati l’esito del tavolo di ieri al ministero dello Sviluppo Economico.

La multinazionale americana ha confermato la chiusura della fabbrica, posticipandola al 31 ottobre, mentre il governo ha dato mandato ad Invitalia di cercare un nuovo investitore.

“La posizione dei sindacati uniti è che non ci sono soluzioni alternative: a Napoli si deve continuare a produrre lavatrici. Non siamo disponibili a processi di riconversione e metteremo in moto tutte le iniziative di lotta necessarie”, spiega alla Dire Rosario Rappa, segretario generale della Fiom-Cgil di Napoli, confermando lo sciopero di 8 ore in tutti gli stabilimenti Whirlpool e il blocco degli straordinari. In programma c’è anche una manifestazione nazionale.

“L’atteggiamento del governo è insufficiente”, aggiunge Rappa, sottolineando che le tensioni registrate ieri al termine del tavolo al Mise tra sindacati e lavoratori “sono rientrate. Sindacati e lavoratori – assicura – sono uniti, il rapporto è saldo”.

LAVORATORI DELUSI DALL’ATTEGGIAMENTO DEL GOVERNO

“Siamo delusi dall’atteggiamento del governo”, dice Vincenzo Accurso, operaio della Whirlpool di Napoli, durante l’assemblea di lavoratori e sindacati  nella fabbrica di via Argine. “Il governo – sottolinea – avrebbe dovuto far rispettare gli accordi presi con Whirlpool a ottobre 2018. La soluzione Invitalia ci può servire solo a capire i numeri della fabbrica, quali sono le perdite di questo stabilimento, visto che Whirlpool non li rende noti. Per noi si deve rilanciare il sito e bisogna rispettare l’accordo”.

La resistenza dei lavoratori, nonostante l’annunciata chiusura al 31 ottobre del sito di Napoli, “non si ferma – assicura Accurso -, dobbiamo resistere fino alla fine. Non abbiamo una seconda via, dobbiamo difendere il nostro diritto al lavoro”.

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30 Gennaio 2020
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