D’Alema: “Senza congresso sarà scissione, nuovo partito sopra il 10%”

ROMA - Andare subito alle elezioni sarebbe una scelta
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ROMA – Andare subito alle elezioni sarebbe una scelta “irresponsabile”,  ma se il premier Gentiloni si dovesse dimettere la reazione della sinistra dem “dovrebbe essere quella di preparare un’altra lista”. Ospite della trasmissione #cartabianca di Bianca Berlinguer su Rai Tre, Massimo D’Alema parla chiaro: “Se non si farà il congresso, sarà Matteo Renzi a fare la scissione”.

“Noi vogliamo un congresso perché siamo un grande partito che viene da ripetute grandi sconfitte politiche”, aggiunge l’ex presidente del Consiglio che ribadisce di non aver proposto la scissione ma di aver “proposto seriamente una nuova legge elettorale”. Una legge, secondo D’Alema, “equilibrata, che aiuti la governabilità. A nessuno di queste proposte si è risposto, sono arrivati solo insulti, solo dichiarazioni demonizzatrici”.

D’Alema giudica infatti “irresponsabile” andare alle urne con una legge elettorale diventata di fatto un “proporzionale secco”. Ma perchè Renzi vuole andare subito a votare? “Per un calcolo molto ristretto, meschino“, sostiene D’Alema. “Questa legge elettorale gli consente di nominare 100 deputati su 190, così garantirebbe se stesso e la parte più fedele del ceto politico che lo circonda. E’ l’unica ragione che possa spingere verso una scelta irresponsabile di votare subito” e che “aprirebbe una drammatica crisi istituzionale”.

Se si dovesse aprire questo scenario, D’Alema non ha dubbi: subito un’altra lista perchè “ci sono fra i 3 e i 5 milioni di elettori della sinistra che non votano più per il Pd, sono già scissi. Recuperarli avrebbe un non irrilevante valore:  certamente questo partito supererebbe il 10 per cento dei voti, abbiamo fatto fare delle ricerche”, conclude.

di Michele Bollino

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