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Djokovic salta l’Atp Cup. Mistero sulla partecipazione agli Australian Open

Djokovic creative commons
Il tennista numero uno al mondo dà forfait per il torneo che inizierà l'1 gennaio in Australia. E resta il giallo sul primo torneo degli Open: Nole non ha mai reso noto il suo stato vaccinale e a Melbourne c'è l'obbligo
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ROMA – Ora è ufficiale: Novak Djokovic non ci sarà all’Atp Cup, l’1 gennaio in Australia. Lo ha confermato l’organizzazione del torneo. “Il numero uno al mondo si è ritirato dall’Atp Cup – si legge nel comunicato ufficiale -. La Serbia rimane in gara e sarà guidata dal numero 33 del mondo Dusan Lajovic”. Resta da capire se Djokovic parteciperà agli Australian Open: non ha mai reso noto il suo status vaccinale, e si rincorrono le voci di una possibile esenzione ad hoc per il campione serbo. Per i partecipanti al primo torneo della stagione degli Open è infatti previsto l’obbligo di vaccino.

“SE AVESSI SALTATO L’OLIMPIADE FORSE AVREI VINTO US OPEN”

Intanto, intervistato dal giornale francese L’Equipe, Nole ha tracciato un bilancio dell’anno che sta per concludersi: “È stata una stagione sulle montagne russe per molte ragioni”. Djokovic è tornato sulla sconfitta allo Us Open, quella dolorosa ad un passo dal Grande Slam: “Normalmente, quando scendo in campo nelle grandi partite, non sono il favorito nel cuore degli spettatori. Mi ero preparato per questo tipo di atmosfera. E invece lì, quasi tutto lo stadio era con me! L’ho sentito appena sono tornato in campo. Non me l’aspettavo affatto – ha ammesso il serbo – e sono stato colto alla sprovvista. Forse quella diversa sensazione emotiva ha influenzato il mio gioco. Mi piace essere supportato. Non sono uno che si motiva in un ambiente ostile. È solo che non ci ero abituato. E in qualche modo non sono riuscito ad entrare bene in partita”.

Il tennista numero uno al mondo ha aggiunto che per tutta la carriera è riuscito a gestire la pressione del momento, ma non in quell’occasione. E che uno degli errori, forse, è stato andare alle Olimpiadi: “Forse sarebbe stato meglio se non fossi andato ai Giochi prima di questo Us Open. Avrei avuto più riserve di energia mentale e fisica. Sono andato a Tokyo con il serbatoio al 50%. Il gioco andava bene – ha proseguito Djokovic – , ma stavo già camminando a riserva. In condizioni estremamente difficili, con un’umidità incredibile e due partite nel bel mezzo della giornata, il serbatoio di energia stava scendendo. E si è scoperto contro Zverev in semifinale, in una partita che avrei potuto vincere. E quando sono tornato a casa dai giochi, pensavo ‘Oh, ho bisogno di un sacco di tempo per recuperare!’. Ma non ne avevo. Dovevamo arrivare a New York in fretta”.

Djoko ha però voluto precisare: “Non sto cercando di trovare scuse per me stesso. Di solito non passo troppo tempo nella mia vita, nella mia carriera, a cercarle. Ma una cosa è certa, mi sarei sentito meglio preparato a New York se non avessi giocato alle Olimpiadi. Detto questo, non mi pento di esserci andato“.

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