VIDEO | V-Day al nuovo ospedale dei Castelli romani

v day ospedale
La vaccinazione è iniziata alle ore 10 e nella giornata di oggi saranno sottoposte alla somministrazione, in totale, 40 persone
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ROMA – È partita la campagna vaccinale al Nuovo Ospedale dei Castelli, nella Asl Roma 6. Sono cinque le persone vaccinate con il siero di Pfizer-Biontech: Annarita Ceotto, che gestisce il distretto vaccinale di Pomezia. Daniela Delicati, infermiera del team vaccinale; Pierluigi Vassallo, coordinatore del team nel II distretto a Asl; Marco Mattei, Direttore del dipartimento del territorio ASL Roma 6; Claudio Federici dirigente infermieristico della stessa Azienda sanitaria. La vaccinazione è iniziata alle ore 10 e nella giornata di oggi saranno sottoposte alla somministrazione, in totale, 40 persone. In attesa che arrivino i frigo-congelatori, come previsto tra il 4 e il 6 gennaio, ogni mattina la direzione dell’organizzazione si recherà presso l’ospedale Spallanzani, oggi, ma da domani al Campus Biomedico per recuperare le dosi necessarie e le conserverà a temperatura di frigo per poterle somministrare nel giro di poche ore. Entro fine anno arriveranno al NOC altre dosi per la somministrazione, per arrivare a circa 1000 dosi singole, al netto del ritardo nelle consegne di Pfizer in Italia, dovuto al maltempo.

“Ci siamo organizzati con tutti gli accorgimenti possibili, con energia e con tanta emozione”. Queste le parole emozionate all’agenzia Dire di Narciso Mostarda, direttore generale dell’Asl Roma 6, dove stamattina, all’ospedale dei Castelli, ha avuto inizio il V-Day, la campagna vaccinale anti-Covid. Al NOC sono arrivate le prime 40 dosi per l’intera Asl. Dottor Mostarda, come vi siete organizzati? “Questo e’ un momento che rappresenta un punto di svolta: oggi abbiamo vaccinato le prime 40 persone, tra cui i nostri operatori sanitari che fanno parte del team vaccinale e che ci permetteranno di somministrare il siero ad almeno 1.000 soggetti. Poi, secondo le indicazioni delle classi di priorita’, procederemo con gli operatori delle altre strutture e con gli ospiti degenti nelle Rsa”. Come state vivendo questa giornata storica? “Ho visto tutti gli operatori sanitari molto emozionati: stamattina avevo fatto una semplice domanda ma non riuscivano a rispondermi. E lo stesso sta succedendo a me ora. Credo che in questo momento possiamo essere tutti dalla stessa parte e anche convinti che stiamo facendo uno sforzo enorme. Non eravamo preparati il 29 gennaio, quando è arrivata la coppia cinese ammalatasi di Covid allo Spallanzani. Poi in corsa siamo riusciti a strutturare le procedure, i protocolli di sicurezza, e abbiamo trasformato piu’ volte questo ospedale, facendolo diventare un Covid hospital, in seguito in un ospedale No Covid per consentire la ripresa delle attivita’ per tutti i pazienti. Con la seconda ondata siamo tornati Covid hospital. E’ chiaro che tutta l’emozione e la tensione di stamattina e’ frutto di quanto vissuto in questi mesi. Adesso, oltre l’emozione, c’è anche la speranza”. 

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