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Birra e nostalgie al tempo della Polizia islamica

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Un incidente con un carico di bottiglie di birra rovesciate ha innescato sui social ironie e commenti nostalgici
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ROMA – Fiumi di birra in Nigeria, proprio di fronte al commissariato della polizia islamica. La storia arriva da Kano, la principale città del nord a maggioranza musulmana, dove le bionde sono proibite e c’è scappato pure il ferito. Il quotidiano Nigerian Xpress riferisce di un autista-contrabbandiere che si è rovesciato con un camion carico di bottiglie di birra di fronte al commissariato della “Hisbah” incaricata di applicare i dettami della sharia e dunque di confiscare l’alcol.

Sui social c’è chi ha visto nell’incidente lo zampino vudù e chi invece ha dato la colpa agli agenti religiosi, che avrebbero fermato l’autista costringendolo poi a una manovra maldestra finita in un canale di scolo.

Il fatto ha innescato ironie e pure malinconie, con tanto di cartelloni pubblicitari anni Ottanta della Double Crown, la birra “made in Kano” che prometteva bevute senza veli e in bella compagnia. “Nella Kano della mia gioventù c’era un sacco di birra e non c’era l’hisbah” ha ricordato Paul Nwabuikwu, uno scrittore, in un tweet rilanciato centinaia di volte. “Quando ero ragazzo, una quarantina di anni fa, era tutta un’altra città” ha confermato, in uno scambio con l’agenzia Dire.

Curiosità: la polizia islamica era stata di tendenza sui social anche qualche tempo fa, per la vicenda di un sarto 26enne, originario sempre di Kano. L’uomo sarebbe stato arrestato per essersi messo “in vendita” con un cartello al collo: finito in povertà, prometteva di servire il suo nuovo padrone in cambio di 20 milioni di naira, circa 49mila dollari.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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