VIDEO | La forza di Mihajlovic dopo la leucemia: “Mai perdere la voglia di vivere”

L'allenatore del Bologna parla in conferenza stampa dopo il trapianto di midollo a seguito della diagnosi di leucemia
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ROMA – “Voglio dire a tutti quelli che sono malati di leucemia o che hanno qualche malattia grave che non devono vergognarsi ad aver paura, ma l’unica cosa che non devono perdere mai è la voglia di vivere“. È un Sinisa Mihajlovic provato e commosso che parla in conferenza stampa, oggi in sala stampa allo Stadio Dall’Ara. L’allenatore del Bologna parla dopo la diagnosi di leucemia che ha scosso tutto il mondo del calcio. “A 30 giorni dal trapianto di midollo si può dire che oggi Mihajlovic è in ottime condizioni“, hanno detto i medici del Sant’Orsola in conferenza stampa, i quali Mihajlovic ha ringraziato insieme “agli infermieri che mi hanno sopportato e supportato, mi hanno sempre aiutato”.

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I malati “non si devono sentire meno forti se non affrontano la malattia come l’ho affrontata io- prosegue l’ex calciatore biancoceleste- perché queste malattie non si vincono solo con il coraggio, ma servono le cure”. La leucemiaè una malattia bastarda con cui ci vuole pazienza, si ragiona giorno per giorno, bisogna darsi obiettivi giornalieri e andare avanti così”, l’importante è “mai perdere la voglia di combattere: alla fine se sei forte e ci credi, dopo arriva il sole. Ma, prosegue Mihajlovic, “bisogna essere forti di testa, anche attraverso la gente che ti vuole bene. Io ho ancora paura ma è una paura che ti far rigare dritto“.

Poi l’allenatore rossoblu ringrazia chi gli è stato accanto in questo periodo: “Volevo ringraziare tutti quelli che mi hanno dimostrato vicinanza e affetto in tutti modi diversi, chi mi ha scritto lettere chi mi ha mandato messaggi, quelli che hanno pregato per me, che hanno fatto striscioni, i cori negli stadi. È stato commovente e bello, e mi sono sentito nel mio mondo, quello del calcio, molto protetto e amato, mi sono sentito come parte di una famiglia. Ringrazio tutti i tifosi di tutte le squadre italiane in cui ho militato e che ho allenato, ma anche tutte le squadre straniere. Ma soprattutto voglio ringraziare i tifosi del Bologna che sono unici e che mi hanno adottato e fatto sentire come un fratello, come un figlio”.

“Vorrei ringraziare gli amici più stretti ma il ringraziamento più sentito va a mia moglie– dice un Sinisa molto commosso, la voce gli si spezza parlando della moglie: “mi ha dimostrato di essere fortunato ad avete una donna così, una donna che ha più palle di me”. E poi il ringraziamento più grande ai suoi figli: “Ringrazio i miei figli che sono la mia vita. Ringrazio anche mio fratello e mia madre che vive in Serbia”

“Sono stati 4 mesi duri in una stanza d’ospedale, da solo, ma non mi sono mai sentito un eroe, ma solo un uomo che combatte con le sue fragilità- conclude Mihajlovic che dice: “Io oggi voglio usare la frase di Vasco Rossi ‘Io sono ancora qua’ e ci sarò sempre perché quello che faccio mi fa sentire vivo”.

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