lunedì 12 Ottobre 2026

“Sono furioso, Milan danneggiato dal rinvio”. Scaroni vuol chiedere i danni al sindaco di Bologna

Il Presidente del Milan: "Perché non giocare a a porte chiuse? Col Covid si faceva. Sono stati permessi altri eventi a porte chiuse a Bologna. Una cosa incomprensibile e iniqua"

ROMA – “Sono furioso”. Non si sono ancora placate le polemiche per il rinvio “forzato” di Bologna-Milan per decisione del sindaco di Bologna Lepore. A margine dell’assemblea degli azionisti, il presidente del Milan Paolo Scaroni è tornato sulla questione con un certo vigore. “La decisione è stata presa dal sindaco di Bologna, una decisione incomprensibile, ingiusta e immotivata. Non tanto per la chiusura dello stadio ma sul fatto di impedirci di giocare a porte chiuse. Sono stati permessi altri eventi a porte chiuse a Bologna. E’ una cosa incomprensibile e iniqua“, ha detto Scaroni.

“Siamo rispettosi della decisione di un’istituzione, ma questa decisione ci ha creato un danno. Ci sono i presupposti per mettere in dubbio la decisione del sindaco di Bologna. Tutte le decisioni possono essere suscettibili di dubbi sulla legittimità delle ordinanze. Stiamo esaminando. Non abbiamo intenzione di rimanere inerti. Il danno c’è“.

Il presidente milanista fa un paragone con l’epoca Covid. “Abbiamo giocato a porte chiuse per un anno e mezzo, non capisco per quale ragione non lo si può fare quando c’è un evento particolare come quello che Bologna, tutta l’Emilia, ha purtroppo vissuto. Ma l’altra cosa che è iniqua, è perché a calcio no e altre cose sì. Tutto questo presta il fianco alla possibilità di mettere in discussione la legittimità della decisione”.

Il numero uno rossonero la chiude così, rispondendo a chi gli chiede se è in cantiere una richiesta di risarcimento, nel caso. “Il danno che noi abbiamo ricevuto è un danno che ci costringe fino a febbraio a non giocare una partita. Ci crea un problema non da poco, stiamo esaminando proprio questo tema e siccome sono furioso… In genere quando sono furioso sono attivo, quindi mi ci dedicherò”.

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