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Halloween, Pregliasco: “Attenti alle contaminazioni”

fabrizio pregliasco
Il virologo: "Il dolcetto ci vuole ma deve essere gestito bene"
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ROMA – Dolcetto o scherzetto? “Sicuramente il dolcetto. Il dolcetto ci vuole ma deve essere gestito bene, in modo tale che ci sia in qualche modo un’attenzione ad una potenziale contaminazione di quello che ad Halloween andrò a donare ai ragazzini che dovessero venire a bussare alla mia porta”. Risponde così, alla Dire, il virologo Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’Irccs Istituto Galeazzi di Milano e professore associato all’Università degli studi di Milano.

Il 31 ottobre si festeggia la ricorrenza di Halloween e per tutto il giorno saranno molti i bambini, anche in Italia, che si riverseranno nelle strade, entreranno nei negozi o tormenteranno i propri vicini di casa recitando la famosa frase ‘dolcetto o scherzetto’. Sarà, comunque, un 31 ottobre insolito, condizionato dal timore del Covid-19. Sarà un 31 ottobre dove spettri, fantasmi e mostri d’ogni genere non saranno gli unici a mettere paura. Ad Halloween bisognerà infatti prestare particolare attenzione al coronavirus. Pregliasco afferma che “se si ha voglia di festeggiare questa usanza, che peraltro non ha un’origine storica italiana, arriva negli ultimi anni dagli Stati Uniti, credo sia preferibile farlo con attenzione, perché effettivamente dall’ultima valutazione dell’Istituto superiore di sanità stiamo già vedendo che c’è un Rt che cresce e che tende a salire“. Pregliasco precisa che “questo non ci spaventa ma è comunque un qualcosa di atteso proprio perché, a prescindere da Halloween, il fatto che faccia più freddo, che si passi maggior tempo in casa, che ci siano sbalzi termici, che l’attività lavorativa sia sempre più in presenza e che la scuola, anche per i bimbi, debba essere in presenza aumenta le probabilità di incontro, perché dobbiamo considerare che ogni contatto tra le persone, in questo momento, ha comunque una probabilità molto bassa, non pari allo zero, di determinare un’infezione”. Il virologo aggiunge inoltre che “il fatto che i bimbi nella giornata di Halloween girino per le case e che in qualche modo si incontrino può essere elemento di facilitazione di diffusione del contagio, anche perché per ora, come ben noto, sotto i 12 anni non si può attuare la vaccinazione”.

Pregliasco sottolinea che “la vaccinazione dei giovani sopra i 12 anni non ha le stesse coperture come quelle dei più anziani che, ovviamente, vorrei fossero comunque molto alte, perché solo così, in questa fase epidemiologica, riusciremo in qualche modo a fare terra bruciata al virus e convivere ancora meglio e più velocemente con lui”. Il direttore sanitario dell’Irccs Istituto Galeazzi di Milano fornisce la propria ricetta per vivere la giornata di Halloween in maniera divertente e, allo stesso tempo, sicura. Secondo Pregliasco è necessario “sostanzialmente un po’ di buon senso e continuare ad adottare, come la stragrande maggioranza degli italiani ha fatto e fa, quelle prescrizioni di questo nuovo ‘galateo’ che, lo sappiamo bene, è stato ripetuto in modo ossessivo ma necessario, proprio perché siamo consci che il contatto interumano è la causa principale, quindi le goccioline respiratorie che ci interscambiamo, ma anche, in una quota parte pari a circa 15%, il contatto con oggetti contaminati, ossia con una trasmissione in via indiretta”. Ecco, dunque, per l’esperto “il buon senso di non fare grossi assembramenti, di utilizzare comunque le mascherine per quanto possibile e di lavarsi le mani. E poi, un’attenzione complessiva alle modalità con cui si viene in contatto con le persone. Non è facile, i più piccoli sono ovviamente i più esuberanti ma, per quello che ho visto, nel momento in cui viene loro detto i giovani sono ben più attenti degli adulti, parte dei quali in questo momento diventano negazionisti e un po’ ribelli”. Tutto questo, secondo Pregliasco, è comprensibile “dopo due anni vissuti con queste disposizioni che, invece, ancora per questo inverno dovranno continuare, perché io credo e spero anche che questo inverno sia l’ultima battaglia per questa pandemia, a meno che non esca una variante nuova, una ipotesi che dobbiamo comunque considerare”.

Il virologo invita però a ricordare che “le pandemie, compresa questa, devono essere considerate come onde causate da un sasso nello stagno. Quindi le prime, che abbiamo subito in modo inaspettato, sono state le più pesanti ma ora dobbiamo immaginarci ondulazioni che via via andranno a far sì che questo virus rimanga, perché purtroppo dobbiamo immaginare che rimanga endemico, ma con un effetto sempre minore. E tutto questo e le onde e la velocità delle onde che ancora si susseguiranno dipenderanno dalla voglia di vaccinarsi, di rivaccinarsi e, io spero, anche dai nuovi farmaci antivirali specifici che permetteranno di ridurre ancora di più quella che è la situazione riguardante la cura e la possibilità di far trascorrere al meglio l’infezione senza guai di salute”.

Ironia della sorte, la parola Halloween rappresenta una variante scozzese, dal nome completo All Hallows’Eve che tradotto significa ‘Notte di tutti gli spiriti sacri’, cioè la vigilia di Ognissanti. Anche Pregliasco conferma che in questo periodo non abbiamo davvero bisogno di ulteriori varianti, in tutti i sensi, e spiega che “la variante Delta plus, la cosiddetta ‘Y42’, ha una maggiore contagiosità del 10% ma non sembra avere effetti più pesanti di malattia. C’è, si sta diffondendo ma non con quella forza e diffusività che ha dimostrato la variante Delta”. Dichiara poi che “in genere le varianti sono sempre più buone, cercano sempre più la convivenza con l’ospite, perché anche il virus ha tutta una convenienza nel non rovinare la vita e le funzionalità dell’ospite parassitario, perché come ben sappiamo i virus sono solo dei parassiti assoluti che dipendono totalmente dalle cellule che hanno come bersaglio”.

A proposito di paura da Halloween, quanta ne dobbiamo davvero avere anche dopo gli ultimi dati forniti dalla Cabina di regia ministero della Salute-Istituto superiore di sanità? Pregliasco tranquillizza: “Si tratta di un colpo di coda che aspettavamo, è nell’ordine delle idee di queste ondulazioni successive. L’accumulo di contatti porta ancora ad un accumulo di casi, perché una quota parte di popolazione è suscettibile. Sono, quindi, valori in trend di crescita ma non si tratta di una crescita esponenziale e credo si possa governare con buon senso, con la continuità di attenzione e con la progressione nelle aperture”. L’esperto informa che “tra l’altro, anche nelle nazioni che hanno scelto strategie diverse, a mio avviso più temerarie rispetto a quelle dell’Italia ma anche del Portogallo, che ha ottenuto risultati ancora migliori dei nostri in termine di vaccinazione, come ad esempio in Inghilterra, pur in una situazione più impegnativa come numero di positivi, che non sono malati, sono soggetti infetti, ma anche di malati, la proporzione di casi gravi rimane bassa”. Per Pregliasco, infine, “è chiaro che in termini assoluti, con grandissimi valori come quelli che fanno segnare 40.000/50.000 casi al giorno, purtroppo i numeri delle morti sono in senso assoluto a tre cifre ma è sperabile che nel breve anche per loro questo sia un’onda con una tendenza al miglioramento”, conclude. 

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