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Tg Politico Parlamentare, edizione del 29 ottobre 2020

Ecco i titoli dell'edizione di oggi
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CONTE CHIEDE UNITA’, MA E’ PRESSING SUL RIMPASTO

Si apre la partita del rimpasto di governo, con una parte del Partito Democratico che pone il tema dell’adeguatezza di alcuni ministri nell’esecutivo. Lo fa il capogruppo al Senato Andrea Marcucci, che al premier Giuseppe Conte chiede di avviare una verifica e valutare se gli attuali ministri siano in grado di fronteggiare l’emergenza coronavirus. Sul banco degli imputati finiscono loro malgrado la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina e quella dei Trasporti Paola De Micheli. Quanto a Conte, il premier glissa le domande dei cronisti sul tema. Nella sua informativa al Senato il presidente cita il Capo dello Stato Sergio Mattarella e richiama tutti allo spirito di unità e coesione. Il segretario dem Nicola Zingaretti conferma la piena fiducia nei confronti dell’esecutivo e dei ministri. Per la capogruppo di Forza Italia alla Camera, Mariastella Gelmini, e’ di fatto “aperta la crisi. La maggioranza – dice- non è solida”.

ANCORA SCINTILLE TRA ROMA E LE REGIONI

Si riaccende lo scontro tra Governo e Regioni, a cominciare dal caso Puglia. La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina boccia senza mezzi termini la decisione del governatore Michele Emiliano di chiudere le scuole. Per la ministra, con le aule vuote i ragazzi usciranno di piu’, e crescera’ anche il rischio di contagio. A schierarsi con Emiliano, il presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini e il Pd, con il vicesegretario Orlando e il ministro Dario Franceschini. Secondo Orlando i ministri devono ricordare che e’ il decreto voluto dal governo a consentire misure piu’ restrittive alle regioni. L’invito ai ministri, insomma, e’ di leggere gli atti del governo. Segnali positivi arrivano, invece, dal vertice tra il ministro Francesco Boccia e le Regioni, dedicato alle forniture sanitarie. I posti in terapia intensiva sono oltre 10.300 e per il momento solo il 22% del totale è occupato.

MELONI E SALVINI: OGGI PEGGIO CHE A MARZO

Il governo ha fallito e ha messo in ginocchio il Paese: oggi l’Italia sta peggio che a marzo. Nessuno sconto all’esecutivo da Giorgia Meloni e Matteo Salvini. Entrambi criticano Conte, dopo l’informativa del premier in Parlamento. Meloni accusa i componenti del governo di essere i veri negazionisti, visto che in questi mesi non hanno fatto nulla. Per il leghista l’esecutivo deve smetteterla di guardarsi allo specchio. La priorita’ e’ evitare un nuovo lockdown. E se Forza Italia apre a una collaborazione nel nome della concordia nazionale, Lega e Fratelli d’Italia ribadiscono la loro indisponibilità.

MENO POVERI GRAZIE ALLE MISURE DI SOSTEGNO 

Le misure messe in campo dal governo hanno “mitigato” gli effetti sociali della pandemia e hanno evitato che si creassero 302 mila nuovi poveri. Il presidente dell’Inps Pasquale Tridico coglie l’occasione del rapporto annuale presentato alla Camera per rivendicare l’efficacia dei sostegni ai lavoratori, gestiti in gran parte dal suo istituto. La cassa integrazione per Covid, spiega, ha visto “un ampliamento sconosciuto”: da marzo ad agosto le ore autorizzate sono state 2,8 miliardi. Per i lavoratori questo ha significato una perdita di reddito di circa 300 euro al mese. Ma ha consentito di mantenere l’occupazione. Chi ha pagato di più sono stati i precari, gli autonomi e le partite iva. Per il presidente della Camera Roberto Fico bisogna pensare alle “categorie meno protette” e “garantire coesione sociale ed equita’”.

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