Nasce al Monaldi di Napoli un nuovo centro NeMo

Sara il il quinto d'Italia. Per Vincenzo De Luca: "operazione dal grande valore umano oltre che sanitario"
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NAPOLI – Nascerà entro la primavera prossima, all’ospedale Monaldi di Napoli, il quinto Centro Clinico NeMo d’Italia. Gestito da Fondazione Serena Onlus, il Centro occuperà un’area di circa 1.100 metri quadrati con 26 posti letto di cui 3 in day hospital e vedrà il paziente, affetto da malattie neuromuscolari, e la sua famiglia al centro di un percorso di presa in carico: dal momento del ricovero fino al suo rientro a casa.

Stamane alla cerimonia di avvio lavori hanno preso parte il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, il presidente del Centro Clinico NeMo, Alberto Fontana, e il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, Maurizio di Mauro. È un’operazione questa, ha detto De Luca intervenendo alla presentazione del progetto, “che ha un valore sia dal punto di vista sanitario che, ma ancor più grande, da un punto di vista umano“.

In un mondo “complicato dove, pur a fatica, ascoltiamo parole di violenza, competizione esasperata e aggressività” per il governatore campano “non possiamo non notare che nel dibattito pubblico mancano le parole relative alla sofferenza umana. Questa è una cosa che non interessa a nessuno. Per fare questa iniziativa ci vuole non soltanto un orientamento di politica sanitaria. Ci vuole una concezione di valori, ci vuole un’idea della vita, ci vuole qualcosa che parla, semplicemente, di valori umani fondamentali altrimenti altrimenti questa iniziativa non si fa”.

Il NeMo che sorgerà al Monaldi, ha sottolineato di Mauro, “è motivo di grande orgoglio. Sarà il Centro più grande d’Italia. È un processo di umanizzazione che serve a tutta l’azienda e non è solo finalizzato a questa struttura” perchè con la sua nascita e i suoi obiettivi non “parliamo solo di questa struttura o di Napoli ma di sanità regionale”.

Le prestazioni sanitarie effettuate da questi centri sono erogate nell’ambito e per conto del Servizio sanitario nazionale e pertanto senza oneri a carico del paziente. Obiettivo di NeMO è la presa in carico globale del malato grazie a un piano clinico-assistenziale multidisciplinare, che pone il paziente al centro dell’attenzione per consentirgli la migliore qualità di vita possibile. Oltre ai servizi riabilitativi, di prevenzione e diagnosi, il centro si propone di sviluppare anche attività di ricerca clinica sulle malattie neuromuscolari, per poter offrire un servizio secondo i più alti standard di cura e terapia disponibili.

In Italia – le sedi NeMo già attive sono a Milano, Roma, Messina e Arenzano (Genova) – i numeri relativi all’ultimo anno riferiscono di 68 posti letto dedicati, costantemente occupati (tasso di saturazione media pari al 99,6%), con una durata media del ricovero pari a 16,5 giorni; 10 posti letto per day hospital; 7792 prestazioni erogate; un totale di oltre 3.800 persone con malattia neuromuscolare prese in carico nell’ultimo anno e 11.900 dal 2008 ad oggi.

“Finalmente – ha rimarcato Fontana – oggi possiamo dare concretezza a quello che per molto tempo abbiamo chiamato un sogno: la costruzione di una casa per le persone campane affette da neuropatologia muscolari“. Si dà la possibilità “di smettere di abbandonare questo territorio che è virtuoso sia nelle competenze che nella capacità, nella passione e nella professionalità e nell’amore rispetto a chi vive una malattia neuromuscolare”.

I lavori, questa la speranza del presidente del centro clinico, dovrebbero “completarsi entro la primavera. Qui ci sono tutti gli ingredienti per affrontare le malattie neuromuscolari e fare la differenza nella qualità della vita delle persone che vivono la malattia e dei propri familiari”. Obiettivo è far sì “che qui ci sia la cura ma anche la ricerca clinica e di base.

Investiamo – ha concluso Fonatana – circa due milioni di euro per ristrutturare gli spazi grazie alle associazioni che investono in Fondazione Serena Onlus. Un grazie anche agli imprenditori e a Fondazione per il Sud che ci sostengono e ai tanti, sono sicuro, che da oggi, con il lancio di questa iniziativa, vorranno insieme a noi sostenere questa grande opera che rimane patrimonio di tutti e che nasce all’interno di una struttura pubblica insieme ad associazioni di volontariato”.

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