E per Luigi Di Maio è il giorno del giudizio

L'editoriale di Nico Perrone per DireOggi
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ROMA – Ce la farà il capo politico del M5S a reggere la valanga di giudizi negativi? Si vive una tensione altissima nel Movimento. Le ripetute sconfitte elettorali, ultima in Umbria con i pentastellati ormai ridotti al 7 virgola, ha scatenato gli oppositori, sempre più forti di numero. Anche se l’intervista rilasciata oggi al ‘Corriere della Sera’, con Di Maio che straccia l’alleanza col Pd ma non si capisce bene per quale fine, ha ricevuto molte contestazioni. Tutti sono in attesa di quanto dirà Beppe Grillo, se sconfesserà Di Maio bisognerà trovare un altro capo politico.

Oggi ci sarà ancora un vertice tra capi delegazione per trovare la quadra sulla manovra. Ci sono forti preoccupazioni per la selva di emendamenti che qualcuno vorrebbe presentare e che, di fatto, stravolgerebbe tutto l’impianto già deciso. Il Pd, per bocca del segretario Nicola Zingaretti, ha già detto che occorre trovare un idem sentire, che non è più possibile litigare e scontrarsi tra alleati. Se il Governo non ritroverà le ragioni della sua nascita nelle soluzioni da trovare ai problemi del Paese allora è meglio andare al voto. Si voterebbe con l’attuale legge elettorale, esente dal taglio dei parlamentari. Alla fine, visti gli ultimi risultati, Lega e Fdi da soli potrebbero raggiungere la maggioranza parlamentare. Il Pd, col 22-23 per cento, porterebbe a casa più parlamentari degli attuali. Tutti in quota Zingaretti.

Sarebbero guai per il M5S e, soprattutto, per Italia Viva di Matteo Renzi. Fino al voto Umbria di elezioni anticipate ne parlava solo Salvini. Ora è un discorso che si affaccia anche dentro il Pd, dove non le escludono già nella prossima primavera. Prima ci sarà da approvare la legge di Bilancio e vedere che cosa accadrà in Emilia-Romagna, dove si vota a fine gennaio.

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