Al via Stati Generali delle Donne dell’Agricoltura: imprenditrici, sindacaliste e ricercatrici a confronto

Iniziativa Confederdia per dare visibilità a eccellenze al femminile e fare proposte a politica.
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ROMA – Più visibilità per le eccellenze delle donne in agricoltura e un’alleanza per portare proposte concrete alla politica italiana ed europea. Sono i due ambiziosi obiettivi che inaugurano il percorso degli Stati Generali delle Donne dell’Agricoltura, tavolo tematico organizzato oggi da Confederazione Italiana dei Dirigenti Quadri ed Impiegati dell’Agricoltura-Confederdia Coordinamento Donne, Confederdia Lazio, in collaborazione con Sapienza università di Roma, che si propone di diventare rampa di lancio permanente per le proposte di una speciale alleanza tra imprenditrici e lavoratrici agricole, sindacaliste e ricercatrici universitarie. Un tavolo da allargare, nelle intenzioni di Loredana Pesoli, coordinatrice nazionale Donne Confederdia, anche ad altri ambiti, dalla comunicazione al marketing, al commercio, al turismo.

A parlarne oggi, anche ad una platea di studenti dell’istituto ‘E. Sereni’ nella Sala Aranciera dell’Orto Botanico a Roma, oltre alla coordinatrice Pesoli, il presidente di Confederdia, Giovanni Arretini, la consigliera regionale di Parità del Lazio, Valentina Cardinali, e l’assessora all’Agricoltura, Cibo e Ambiente della Regione Lazio, Enrica Onorati, che ha dato la sua benedizione all’esperimento per il ruolo che può avere sulla strada “della riconversione ecologica”.

“Recuperare dignità del lavoro agricolo a tutti i livelli; essere assertivi perché i nostri prodotti sono davvero eccellenti; condividere tra uomini e donne il lavoro agricolo che ha bisogno di essere maggiormente valorizzato, facendo emergere le persone che stanno dietro al prodotto finale”.  Queste le priorità che devono entrare immediatamente in agenda, spiega Pesoli alla Dire, che, entrando nel merito delle questioni di genere, aggiunge: “Le donne sono molto scolarizzate e competenti. Difficilmente una donna si propone per un ruolo se non è più che brava e non ha studiato abbastanza. Purtroppo questo, spesso, non si traduce in un ruolo apicale- sottolinea- Noi dobbiamo invece essere pronte a prenderci lo spazio che ci compete, dove non serve la cooptazione ma i saperi”.

“Avevamo bisogno degli Stati Generali delle Donne dell’Agricoltura perché siamo in un momento in cui occorre una scrollata- esordisce Cardinali- Le donne sono ancora troppo poche, hanno salari inferiori rispetto ad altri settori, non riescono ad accedere ai ruoli apicali. In questo senso noi Consigliere di parità possiamo offrire un supporto. Nel policy making, per incrementare la presenza femminile che può contribuire alla crescita e allo sviluppo del sistema Paese. E conoscendo le problematiche, attraverso una lettura del dato statistico disaggregato”.

Sotto la lente di ingrandimento, per la consigliera di Parità, non devono essere solo molestie e violenze sul posto di lavoro, ma la “discriminazione, da cui nessuno è immune e consiste nelle piccole disparità di trattamento quotidiane, che si possono risolvere con un confronto con i datori di lavoro”.

Soggetti da tutelare, le donne in agricoltura, spesso più esposte a caporalato, lavoro sottopagato e “orari massacranti”, denuncia la segretaria nazionale Flai-Cgil, Tina Bali, che propone di guardare “alle ricadute della qualità occupazionale femminile sul territorio e sulla vita familiare”. Ma anche protagoniste di una stagione propulsiva del primario italiano, dove le donne eccellono per inventiva e capacità di guardare al futuro. Come le imprenditrici degli Agritessuti di Donne in Campo-Cia, impegnate nel diffondere un tessile di qualità che punta al naturale e al rispetto dell’ambiente e che “ha una possibilità di sviluppo- chiarisce Claudia Merlino, responsabile Organizzazione e Sviluppo di Cia-Agricoltori Italiani- fino a 5mila imprese nei prossimi anni”.

Fondamentale anche il ruolo della donne nella salvaguardia dell’ambiente dai cambiamenti climatici, sottolineato dalla presidente di Confagricoltura Donna Alessandra Oddi Baglioni, e nell’orientare nuove forme di consumo. “Da un recente studio della Commissione europea- spiega la segreteria nazionale Uila, Enrica Mammucari- il 62% degli italiani sono attenti a produzioni sostenibili e di questo 62% il 90% sono donne. È in capo a loro la responsabilità di fare la spesa, cucinare e gestire i rifiuti domestici. Noi possiamo parlare alle donne per fare in modo di mettere in campo risorse aggiuntive destinate alla promozione di produzioni etiche, in grado di certificare il rispetto dell’ambiente, ma anche del lavoro”.

Tra i soggetti coinvolti al tavolo degli Stati Generali anche la stampa di settore, con una tavola rotonda pomeridiana dedicata, in cui hanno portato la propria testimonianza diverse giornaliste, tra cui Tiziana Briguglio di ‘AgroalimentareinRosa’: “Le quote rosa in agricoltura sono il vero sommerso– dichiara in apertura della tavola rotonda- ‘AgroalimentareinRosa’ è nato proprio per far conoscere ai più un lavoro spesso nell’ombra: le microimprese femminili”. “Propongo di costituire un forum nel quale elaborare proposte unitarie da portare ciascuna nelle nostre realtà per determinare un cambio di passo rispetto a queste politiche- conclude Pesoli- Questo è solo il primo appuntamento, ne seguiranno altri”.

CONFEDERDIA: “IN CONTRATTO STOP A GAP RETRIBUTIVO E VIOLENZA DI GENERE”

Gap retributivo e violenza di genere. Sono i due aspetti affrontati nella piattaforma presentata per il rinnovo del contratto dei quadri impiegati in agricoltura da Confederdia, la Confederazione Italiana dei Dirigenti Quadri ed Impiegati dell’Agricoltura, che ha organizzato oggi a Roma gli Stati Generali delle Donne dell’Agricoltura. “Abbiamo già presentato la piattaforma per il nuovo contratto che andremo a rinnovare nel 2020, saremo chiamati dalle parti datoriali entro la fine dell’anno per iniziare le trattative- spiega alla Dire il presidente di Confederdia, Giovanni Arretini- Le due principali novità che abbiamo inserito sono legate al mondo delle donne. La prima riguarda il gap salariale: si interverrà con un confronto con la parte datoriale per una giusta linea di condotta, perché le mansioni che le donne svolgono all’interno delle aziende devono essere di pari livello rispetto a quelle degli uomini. Ad esempio, le colleghe enologhe devono essere retribuite in base al loro livello professionale, non ci deve essere disparità”. Il secondo aspetto riguarda, invece, “la violenza di genere sul posto di lavoro- aggiunge il presidente di Confederdia- soprattutto per quelle colleghe a tempo determinato che hanno segnalato una violenza. Ci deve essere l’obbligo di riassumerle a prescindere da ciò che è successo. Confederdia è molto attenta su questi aspetti- conclude Arretini- Sul territorio nazionale abbiamo avuto queste segnalazioni e, di conseguenza, dobbiamo confrontarci con la parte datoriale”.

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