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Tg Ambiente, edizione del 29 ottobre 2019

AL VIA LA 74ESIMA EDIZIONE DELLE FILIERE ZOOTECNICHE

Made in Italy, sostenibilità e innovazione tecnologica al centro delle Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona, in programma da oggi a sabato nella città lombarda. Nella 74esima edizione della manifestazione la capitale italiana del latte, ospita incontri, dimostrazioni, workshop e convegni in sei saloni tematici tra la spinta verso un’agricoltura più sostenibile e i nuovi scenari aperti dai dazi Usa. In espsozione nei padiglioni, nei tre giorni dell’evento ,400 capi del top degli allevamenti e le più recenti soluzioni “smart” di 700 dei migliori marchi internazionali. Nella giornata inaugurale anche un focus sulla formazione nel comparto, in cui secondo alcuni studi verranno a mancare nei prossimi anni oltre 40.000 addetti. Al futuro guarda la multiutility LGH, che dal suo stand annuncia per l’edizione 2020 delle fiere il “Cremona Agrinnovation”, nuova area del salone dedicata alle innovazioni tecnologiche e aigli orizzonti della filiera zootecnica.

ENI LANCIA ISWEC, ENERGIA ONDE SU ISOLE ITALIANE

Eni fa squadra con Cdp, Fincantieri e Terna per sviluppare e portare sul mercato la sua tecnologia per l’energia dalle onde, l’Inertial Sea Wave Energy Converter (ISWEC). L’obiettivo è concentrarsi nel 2020 sulla produzione industriale del sistema per abbassarne i costi e applicarlo nel 2020-2021 alla generazione elettrica nelle isole, sbocco naturale del sistema, isole dove oggi produrre elettricità con il gasolio è inquinante e costoso. Lo annuncia l’ad del ‘Cane a sei zampe’ Claudio Descalzi presentando l’accordo che porterà alla nascita di una società per lo sviluppo e produzione degli ISWEC. Il progetto punta ad arrivare al 2025 con 118 impianti di livello industriale installati per una potenza da 12 MegaWatt. Si comincerà tra 2021 e 2022 dalle isole siciliane, coinvolgendo poi la Sardegna tra 2024 e 2025. “L’obiettivo è ridurre i costi e farlo diventare un prodotto industriale resistente, robusto ed esportarlo”, spiega Descalzi. “Voi siete i campioni nazionali, quando riuscite a dialogare, quando riuscite a coordinarvi negli sforzi, riuscite a fare delle cose incredibili che il mondo ci invidia”, aggiunge il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, dicendosi “entusiasta” del progetto.

COMMON, NO A PLASTICA DA SUD E NORD MEDITERRANEO

Una rete di collaborazione fra Italia, Tunisia e Libano per favorire la riduzione dei rifiuti marini nel Mediterraneo attraverso un approccio integrato che coordini azioni e governance. E’ COMMON (COastal Management and MOnitoring Network for tackling marine litter in Mediterranean sea), nuovo progetto finanziato dall’Unione europea con 2,2 milioni di euro. COMMON svilupperà protocolli di monitoraggio per valutare l’impatto del marine litter nelle cinque aree pilota coinvolte nel progetto: due in Italia (Maremma e Puglia), due in Tunisia (Isole Kuriate e Monastir) una in Libano (riserva naturale di Tyre). “L’inquinamento del mare è un tema fra i più seri, e l’80% del marine litter è costituito da plastica”, spiega Maria Cristina Fossi, docente di Ecologia e Ecotossicologia all’Università di Siena, tra i partner del progetto con Legambiente, “e il Mediterraneo è uno dei protagonisti più tragici” di questa crisi ambientale.

EUROPARLAMENTO BOCCIA COMMISSIONE UE SU TUTELA API

L’Europarlamento ha bloccato una proposta della Commissione europea sulla protezione delle api dopo che le misure erano state rese meno efficaci dai governi Ue. Per il Parlamento europeo è “inaccettabile che gli Stati membri si oppongano alla piena attuazione degli orientamenti per le api dell’EFSA del 2013”. Il progetto della Commissione “introduce soltanto delle modifiche per quanto riguarda la tossicità acuta per le api, ma non si pronuncia sulla tossicità cronica per le api da miele- lamentano gli eurodeputati- nonché sulla tossicità per i bombi e le api solitarie”. Il testo della Commissione inoltre “non rappresenta le evoluzioni più recenti delle conoscenze scientifiche e tecniche” e “non modificherebbe il livello di protezione” già in vigore. I deputati sottolineano che la Commissione europea “non avrebbe dovuto cedere”.

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29 Ottobre 2019
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